lunedì, novembre 26, 2007

Thanksgiving with yours...

Giovedì scorso è stato il giorno del ringraziamento e siamo stati ospiti di uno studente, originario del New Jersey (credo) ma studente qua in Nord Carolina. Come tradizione pretende, ci siamo mangiati un bel pò di tacchino e ingozzati ben bene. Ottimo anticipo dell'imminente pranzo natalizio: gli americani ne sanno una più di Belzebù. Venerdì bis di cui sopra a casa di un'altra amica. Penso di essere ingrassato 2 o 3 chili. Il thanksgiving è una festa molto grande e importante, equiparabile al natale, tanto è vero che spesso qua si dividono equamente le feste tra famiglie. Thanksgiving con la famiglia del padre e Natale con quella della madre, insomma, Christmas with yours&Thanksgiving with yours too. Sebbene i lavoratori comuni non beneficino di poi molta vacanza, gli studenti (e quindi anche io) hanno avuto dal mercoledì alla domenica di buona uscita, immagino per dare loro il tempo di raggiungere le famiglie. Infatti, viene calcolato che per thanksgiving il traffico in tutti gli Stati Uniti raggiunge il picco più alto. La tradizione vuole anche che dopo il super pranzo/cena si collassi di fronte alla tv a vedere le partite di football americano, che praticamente si susseguono ininterrottamente dalla mattina. E' evidente che i giocatori non ringraziano. Venerdì ho fatto una scoperta meravigliosa. Fin dai tempi di Washington, il presidente degli Stati Uniti "perdona" un tacchino per questa festa, che grazie a questo presidential pardon viene graziato e spedire a morire di vecchiaia in Virgina, in un parco per bambini, ma in passato è stato anche mandato a spassarsela a Disney World. Per maggiori approfondimenti consiglio di guardare qui e per il filmato ufficiale della casa bianca di quest'anno qui Che dire...auspico che Napolitano possa fare la stessa cosa con il nostro agnello pasquale...

mercoledì, novembre 21, 2007

Incontro-Scontro con la sanità americana

Premessa: stento a capire molte cose del sistema sanitario statunitense, ergo, alcune delle cose che dico potrebbero essere delle cazzate, come del resto molte altre in questo blog. Tornando al mio simpatico incontro con l'ospedale di Chapel Hill, ho pensato di dover raccontare ancora altre due o tre cosette interessanti. Partiamo dalla testata: rialzato non mi sono assolutamente reso conto di quello che era successo, e mi sono quasi arrabbiato perchè volevo continuare a giocare, invece mi hanno obbligato ad andare a farmi dare una prima assistenza all'infermeria del dipartimento sportivo. L'infermierina che mi ha visto, appena scoperta la ferita, ha esclamato piena di soddisfazione "uh uh, this is a good one!", inutile nascondere la mia soddisfazione e il mio orgoglio di tanta beltà tradotta in sbrego. Ancora rintronato dalla botta, che effettivamente è stata notevole, sono andato in macchina col mio partner di testata (sua madre ha ricevuto parecchi complimenti da parte mia - gentilissimo eh, ci mancherebbe, però veramente un cignale) al pronto soccorso. Appena arrivati, dopo aver spiegato cos'era successo, prima chicca: per entrare nella sala d'aspetto bisogna consegnare borse e giacche a un poliziotto e poi passare per un metal detector. Il controllo non è una formalità, per niente. Dopo una prima attesa, sono entrato in una stanzetta per alcuni controlli di rito, temperatura, pressione, descrizione di quello che è successo. Nella seconda stanzetta, di fronte a un tipo in cravatta che chiaramente non era un medico, ho dato le mie generalità, compreso il social security number, che è una specie di codice fiscale molto più importante che in Italia e il numero di assicurazione che al momento non avevo con me. Ho capito che mi trovavo praticamente di fronte a un cassiere e che quello è il momento in cui l'ospedale ti mette a pi greco mezzi, prendendo le tue informazioni e facendoti firmare dei moduli, attraverso i quali ti faranno il culetto se non paghi. Nuova attesa di 15 minuti circa, dopodichè sono entrato al pronto soccorso vero e proprio. Mi hanno messo in una stanzetta delimitata da tendine colorate (con televisore, così se ti annoi mentre aspetti...) e aspettato, seppur a intervalli, un sacco di tempo. In ordine ho incontrato: dottore 1, Brian, che mi ha detto che sembrava un'abrasione, e che forse non servivano i punti 2. Infermiera 1, che ha controllato la ferita, si è riaperta e mi ha sbrodolato simpaticamente di sangue (mio, ma pur sempre sbrodolato). 3. Infermiere 2, che mi ha ripulito la ferita con una siringa ad acqua. 4. Dottore 2, che mi ha guardato, ha chiesto se ero italiano, se ero di Firenze, cosa ci facevo a Chapel Hill, e come mi ero fatto male 5. Dottore 1 - Brian, che mi ha cucito la ferita dicendo un sacco di cazzate. Carino e bravo eh, ci mancherebbe, ma una fonte ininterrotta di stronzate, tra le quali: "non saresti contento se il tuo amico non avesse anche lui i punti?" "In Italia i medici guagnano poco" "Hai i capelli lunghi...è così che conquisti le ragazze? Beh certo non verrai a dirlo a un americano.." cosa alla quale ho risposto chiaramente di no. Anche se forse la cosa più divertente è stata, dopo che sentiva che rispondevo solo uhmmm...si...o no, "Sei sicuro di capire quello che dico?" -"non molto". Alla fine ho anche incontrato l'infermiere n°3. Nei vari intervalli mi chiedevo come mai vedevo tanta gente, poi ricordandomi quello che mi aveva raccontato un'amica che aveva avuto un incidente qua, ho capito che li vedevo perchè così li dovrò pagare. Del resto il "patient handbook" (All'ultima pagina, chissà perchè. Almeno non è a caratteri piccoli) dell'ospedale parla chiaro:"If your doctor has asked other doctors to assist in your care, their charges will appear on the same bill. Also, there may be charges from doctors you never see or meet, such as the radiologists who interpret X-Rays". La chiccha finale. Ho scoperto che la mia assicurazione ogni volta che mi presento al pronto soccorso mi farà pagare 100$, a meno che non sia un urgenza. Da quanto mi è parsodi capire parlando qua e là, sei urgente quando sei in pericolo di vita. A questi 100$ (che sono un prezzo fisso per tutte le assicurazioni, anche se il prezzo varia), bisogna aggiungere il 20% del totale (l'assicurazione paga l'80%). Non appena mi arriva il conto vi farò sapere, ma di sicuro per la testata di un ******* dovrò pagare parecchi soldi. Non oso pensare i risvolti di questo sistema per buona parte della popolazione che non può permettersi il "lusso" di essere curata. Mi chiedo: che differenza c'è tra gli Stati Uniti e la Tanzania sotto questo punto di vista? In Tanzania se succede qualcosa paghi tutto, medicine e dottori. Qua, con alcune differenze, il concetto è lo stesso. E allora che differenza c'è tra un paese del terzo mondo e quella degli U.S.A? Il punto è che qua la sanità è una torta da cui devono mangiare in molti: assicurazioni, ospedali, medici (il conto dell'ospedale e quello dei dottori sono divisi!), infermieri, case farmaceutiche. Un esempio su tutti. Su un foglio che mi hanno dato si dice: "Laceration - A laceration is a cut [...] The goal of emergency treatment is to clean the wound and close it to prevent infection, control bleeding and speed healing [...] If you do not like the way the scar looks after six months, a plastic surgeon may be able to perform a scar revision". In soldoni, una semplice suturazione ala buona permette di mangiare alle case farmaceutiche (al supermercato ho visto almeno 6 (dico, 6!) prodotti anti cicatrice, una roba mai vista in Italia, neanche in farmacia) e ai chirurghi plastici, che di sicuro non ne hanno troppa necessità. Non dico che facciano le cose male apposta, certo il dubbio un pò lo insinuano... A vedere il risultato a me tutto sommato dovrebbe essere andata bene, visto che mi hanno tolto (ieri) i sette punti dall'ospedale per gli studenti (dove sono coperto al 100%), ma sarà sempre così? La morale della favola è: l'America non è un luogo saggio dove invecchiare. Dulcis in fundo: se avete avuto la pazienza di leggere fino a qui meritate un premio: il blog di Marilena http://lacartolina.wordpress.com Lo faranno il giuramento di Ippocrate? "Consapevole dell' importanza e della solennità dell' atto che compio e dell' impegno che assumo, giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell' uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell' esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione. Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d' urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell'Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell' esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; di astenermi dall' "accanimento" diagnostico e terapeutico."

lunedì, novembre 19, 2007

1 nuova=cattiva nuova

Mentre aspetto Marilena in ufficio ne approfitto per raccontare l'ultima chicca in ordine temporale. Con piu' tempo e documentazione allarghero' il post con una bellissima foto da padrino. Per farla breve: giovedi' scorso, torneo interno di calcio, squadra mista. Rimessa laterale verso il centro dell'area di rigore che il nostro strenuamente difendeva. Stacco di testa alla Cannavaro e palla deviata fuori dal pericolo...ma... il cinghiale di turno salta alla mia sinistra, in netto ritardo perche' dopo che io ho gia' toccato la palla mi rifila una testata alla sinistra del sopracciglio sinistro con la parte alta della testa, rovino a terra urlando per il dolore. Risultato: 8 punti di sutura, parecchi dubbi proferiti sulla moralita' della mamma del simpatico Zidane di turno, parecchie madonne. Seguira' simpatico racconto sulla sanita' americana, che merita di essere narrato, tanto per capire concretamente, e non filosoficamente parlando, un problema colossale di questo paese.

mercoledì, novembre 14, 2007

Nessuna nuova buona nuova

Cari tutti,
le cose procedono bene. Come alcuni sanno non sono più solo, il che ovviamente mi fa immensamente piacere. Ho fatto buona parte del lavoro nella prima parte del semestre, e ultimamente sono più rilassato e ho un pò più tempo. Purtroppo per poco, perchè alla fine del semestre manca meno di un mese, e tra poco scatterà la consegna dei saggi finali. Prosegue il processo di ambientamento alla didattica americana, tra alti e bassi direi, e il prossimo semestre l'asticella sarà sicuramente più alta, visto il terzo corso che ho deciso (mio malgrado) di prendere.
In generale non posso davvero lamentarmi, almeno per ora, più avanti ne riparleremo. Intanto siamo con Halloween alle spalle (mi sono vestito da cavernicolo, ma nonostante la mia dignità sia all'altezza della tavoletta sto facendo sforzi inumani per non farla scivolare dentro, ergo, scordatevi la foto), e con Thanksgiving in arrivo per la prossima settimana, quando ci aspetteranno almeno due pranzi di tacchino dalle dimensioni inimmaginabili. I tacchini surgelati (interi) sono già negli scaffali dei supermercati, e io non vedo l'ora che sia il giorno del ringraziamento, un pò per la vacanza, soprattutto per la curiosità di vedere questo aspetto della cultura americana che non ho vissuto lo scorso anno perchè non ero qua.

Nell'attesa, spero meno lunga, del prossimo post, vi lascio con una foto significativa...
Per par condicio devo sottopormi anch'io alla pubblica gogna...

sabato, ottobre 27, 2007

Piove? Piove!

Finalmente è arrivato il fatidico venerdì, dopo una settimana fatta un pò in apnea, visto che al mio arrivo da New York, domenica scorsa, ho dovuto fare un bel pò di arretrati (lavoro, casa, studio,e tc.). Un venerdì per la verità un pò atipico, infatti, è mercoledì che piove quasi senza sosta, così oggi è saltata la quasi tradizionale partita di calcio. Peccato, lunedì c'è la prossima partita del torneo interno, e se non riprendiamo 4 ceffoni un'altra volta va anche meglio. Poi c'è l'happy hour, che a grande richiesta (ma di chi poi!?) è stato messo alle 5 anzichè alle 21 30, ed io non vado di certo a bere alle 5 30, per poi starci tutto il resto della serata. Così sono a casa, dopo un pomeriggio di "relax" a pulire, mentre il sugo congelato (Dio benedica chi ha inventato il congelatore) sfrigola, e l'unica pasta decente di queste parti, la De Cecco, si cuoce... A proposito di pioggia. Lo stato del North Carolina ha dichiarato qualche settimana fa lo stato di calamità per siccità, stato reiterato e peggiorato circa una settimana fa: questi tre giorni dovrebbero avere in parte mitigato il problema, ma ciò che mi ha colpito è stata la reazione pressochè instantanea dell'università, che

The University has expanded its water conservation measures and:
--Turned off all ornamental fountains.
--Discontinued vehicle washing at the service station.
--Discontinued water use for cleaning of streets and pathways.
--Eliminated spray irrigation with potable water.
--Eliminated spray irrigation for landscaping and lawns.
--Reduced Grounds potable water consumption by 98%.
--Reduced water quantities to minimum amount needed to sustain
plantings, with hand watering by non-potable sources wherever feasible.
--Delayed new plantings.
--Ordered dual-flush toilet valves for all the buildings surrounding
Polk Place and McCorkle Place.
--Ordered dual-flush valves and waterfree urinal at the Tomkins Chilled
Water Operations Center.
--Will recover foundation drain water from the new Genetic Medicine
Building for use in South Chiller Plant cooling towers.
2. ha mandato una mail a tutti, studenti, impiegati, professori, etc., intimando un uso più consapevole dell'acqua potabile.
Your actions make a difference.
--Keep showers short.  Limit showers to four minutes or less.  Use
shower heads with on/off valve and turn off water while soaping up or
lathering.  Turn water on to get wet and to rinse off.
--Use the lowest volume needed to flush toilets.
--Do not leave water running while brushing teeth or shaving.
--Do not leave water running while washing dishes or laboratory items.
--Run dishwasher and clothes washer with full loads, or reduce water
setting, if smaller loads must be run.
--Store water in the refrigerator instead of running tap water until
it's cold.
--Reuse dish and shower water to water plants.
--Use the garbage can instead of the garbage disposal.
--Don't discard trash in the toilet. Use the garbage can for garbage.
--Use dry clean up methods where possible.
--Use water wisely.
Il fatto che siano citate alcune cose, mi fa pensare (ma sperare di no) che siano piuttosto comuni , come il tenere il rubinetto aperto per avere acqua fresca, usare massicciamente il garbage disposal (vedi post precedenti), buttare 'amonnezza nel cesso. Sui pieni carichi di lavatrici e lavastoviglie non mi pronuncio, visto che anche in Italia non siamo particolarmente bravi sotto questo punto di vista. Dulcis in fundo...visto che vi ho tediato fino ad adesso...un video che a qualcuno piacerà...

mercoledì, ottobre 24, 2007

Dimenticavo!

E con questo siamo a 2. E vaffanculo alle male lingue.

Italian kid in New York

Perdonerete la mia assenza (non avete scelta), ma non riesco a trovare molto tempo per scrivere. Qui la vita è dolorosamente divisa in due sfere senza punti di contatto: quella del lavoro (studio, insegnamento) e quella dello svago (uscite serali, in special modo quella del venerdì,partite di calcio). Tempo libero che non sia puro svago, ma una specie di piacevole via di mezzo, è veramente difficile da trovare. Con questo stato d'animo portato all'eccesso, visto che la settimana della partenza mi sono ritrovato a fare un esame lunedì, una pesentazione martedì (Sul partigiano Johnny) e un altro esame mercoledì, mi sono ritrovato da un lato abbastanza stanco e stressato, dall'altro quasi incredulo al mercoledì pomeriggio, quando mi trovavo davanti solo la maratona di birra serale e la partenza del giorno dopo. Ho viaggiato con una specie di Lowcost americana, si chiama JetBlue, e devo dire che mi ha piacevolmente impressionato. Economica, danno da bere e qualche schifezza da sgranocchiare, sedili con molto spazio per le gambe, televisore davanti ad ogni sedile. Praticamente meglio degli airbus dela lufthansa per la traversata oceanica U.S - E.U. Già dall'arrivo ho capito che NY è grande, tanto grande. Dall'aereoporto all'ostello, tra treno e metro, è partita un'ora. L'ostello abbastanza grezzo, con padrona chiaramente non americana (almeno non di nascita) che ospitava praticamente in casa. Ospitale, economico (considerata NY), ma non troppo lindo e abbastanza caotico, frequentato da una fauna grezzacchiotta, anche peggio di me (il che è tutto dire). I fumi dell'ingresso in camera garantivano un accesso al mistico relativamente facile, il caos regnava sovrano. Anche la zona, all'interno di Brooklin (un quartierino di 2,6 milioni di persone: tipo rifredi per intenderci!), era un discreto ghettino. Penso di non averci mai visto un bianco: non che sia un problema, ma fa effetto! Quanto alla città che dire, bellissima! Viva, in una maniera incredibile. C'è una quantità di gente che cammina per strada che è semplicemente inimmaginabile, si fa fatica a camminare. Broadway è un tripudio di colori, e poi ci sono un sacco di negozi, cosa non troppo comune in america, neanche in città come San Francisco o Boston. Come preannunciato immensa, che a me in generale non piace tanto, specialmente quando si trattava di tornare a casa la sera, ma in cui si trova di tutto: un esempio? la sera siamo stati a un bar dove abbiamo giocato a bocce! Con pista e tutto. Principalmente le cose che abbiamo fatto sono state: MOMA museum, notevolissimo, con quadri di Serat, Cezanne, Picasso, Warhol. Metropolitan Museum: ero troppo stanco per godermelo, ma grandissimo e pieno di roba, si dice anche una notevole parte sugli egizi, ma era chiusa. Central park. Bello, ma pur sempre un parco, ergo, niente di eclatante. Un giro in barca, da cui ho visto Ellis Island (la porta d'oro degli immigrati), la statua della libertà (molto più piccola di quello che ci si immagina!), i ponti di manhattan e brooklin (bello, ma il golden gate è un'altra storia) e il distretto finanziario, che è veramente notevole. Chicca delle chicche: salita all'empire state building. Vale veramente la pena. Il distretto finanziario visto dall'86 piano, di notte, è bellissimo. L'impressione generale è che NY è come ti aspetti, cosa già di per sè difficile, e anche di più, cioè, ti stupisce ancora più di quanto penseresti. Ci sono tantissime cose da fare e da vedere, e una visita nn può certo bastare. Solo per citare alcune delle cose che non abbiamo visto: museo sugli indiani d'america, chinatown, little italy, ground zero, un musical a Broadway... Intanto però la vita qua è ricominciata col solito tran tran...lezioni da insegnare, da ricevere, cose da fare, etc. etc. Ieri è cominciato il torneo interno (a 8 su campo sintetico) di calcio. Grande delusione: sconfitta per 4-1, partita da parte nostra inguardabile e vergognosa da parte mia. Uff. Speriamo che il Recreativo di ROML (romance languages) si riscatti alla prossima, sennò i playoff ce li scordiamo (ma non ho molte speranze...il campo è grande, e secondo me gli studenti si dopano, cazzo ieri correvano come dei dannati!)

lunedì, ottobre 22, 2007

New York, New York!

Signori, sono tornato questa mattina da New York. Purtroppo non ho avuto tempo nè prima di partire nè oggi di scrivere due righe: spero di riuscire a farlo domani. Breve anteprima: è una città eccezionale! Vale veramente una visita.

martedì, ottobre 09, 2007

E' maiala

La situazione. Scrivo più per far presente che sono ancora vivo che altro. Non è che abbia molto da raccontare, a parte il fatto che vivacchio, senza fare con troppa passione quello che devo fare (Oddio, i corsi che insegno vanno decisamente bene), e che ho il lavoro fino alle orecchie. Devo correggere 41 composizioni, 22 quiz, finire di leggere per due classi, finire una presentazione entro domani. Lunedì prossimo ho un esame scritto di teoria sull'acquisizione della lingua seconda, martedì una presentazione su Fenoglio, mercoledì un esame scritto di pratica, sempre sull'acquisizione della bla bla bla. A quel punto se dio v'ole parto per New York e chi s'è visto s'è visto. Il clima è uno spettacolo. Sono ancora in maniche corte e ogni tanto a casa devo accendere l'aria condizionata; ed è il 9 ottobre, incredibile. Ieri sera ho fatto il mio esordio al cinema di Chapel Hill per vedere "Across the universe". Valido.

venerdì, settembre 28, 2007

lunedì, settembre 24, 2007

Boh...

Questo titolo e` quello che riassume meglio l`ultima settimana e questo momento in generale.
Partiamo dal fine settimana, non quello finito ieri, ma il precedente: a parte la solita uscita del venerdi`, con elemento alcoolico fortemente presente, l`ho passato interamente a studiare in biblioteca per una presentazione (in realta` non si parla, si legge, quindi una relazione) sulla novella di Alibech del Decamerone. Elemento geniale della prima giornata, il fatto che faccio per sedermi con un libro a un tavolo, e mentre apro il computer (ancora in piedi) l`unico studente (su 6 posti disponibile) presente mi chiede: "Scusa cosa fai?" ...mi guardo intorno per vedere se c`e` qualche cartello per cui non posso usare il portatile, non vedendo niente dico "...beh pensavo di studiare questo libro...no?" Risposta simpaticissima "Non voglio essere cattivo (preferirei tradurre con stronzo, ma sono filologico), ma qua e` pieno di posto..." Allibito, chiudo il computer, e mi allontano riempiendolo di offese, andando a un banchino solitario, cosi` nessuno mi rompe piu`... (Comunque per fortuna non è una cosa comune, anzi, finora è il primo stronzo che mi è capitato da quando sono qua).
Nel frattempo, ho scoperto che le ghiandole dietro le orecchie mi erano sospettamente gonfiate, e dopo una vaccinazione per gli orecchioni non e` la cosa piu` simpatica da scoprire.
Per sicurezza mi sono fatto controllare all`ospedale, nel giro di mezz`ora mi avevano visitato, fatto le analisi del sangue e datomi il responso delle analisi. Incredibile (certo, con quel che costa in termini di assicurazioni il sistema sanitario americano)
Nel frattempo un paio di notti ha deciso di fare freddo tipo inverno (è arrivato a 8°), per cui mi sono dovuto comprare una coperta a 10$, tipo quelle di CiaoCiao (Modello Magnum P.I), e con pigiama estivo e altri ammennicoli non ci sono stati problemi. Poi con l'arrivo dell'inverno si imporrà l'acquisto di una coperta seria.
Martedi` ho fatto la famosa relazione, che e` andata abbastanza bene, anche se ci sarebbe altro da dire, che qua mi risparmio.
Dopodiche` tutto e` rientrato nella norma, giornate di lavoro, di studio, e poco piu`. Fortunatamente il venerdi` sono riuscito a giocare a calcio, grazie al meteo che ci ha graziato, e la partita del venerdi` e` ormai diventata un`abitudine.
La sera del venerdi` fortunatamente non ho dato del mio meglio, dopodiche` siamo entrati nell`ultimo finesettimana, in cui non ho fatto poi molto, studicchiato, pulicchiato, cucinacchiato, etc. Sto iniziando a leggere quello di cui avrò bisogno per le prossime relazioni, ma mentre il libro di Fenoglio mi piace abbastanza, l'altro libro di teoria letteraria non mi fa impazzire.
Sabato sono stato a vedere una partita di calcio dell'università, ingresso libero, e regole tutte loro (sostituzioni libere o semilibere, tempo semieffettivo, supplementari con golden goal in caso di pareggio, senza rigori).

Non male, gioco a tratti discutibile ma non è la serie A, ed è normale sia così, pubblico caloroso e mascotte onnipresente.

Unico coro che ho mai sentito da quando sono qua: "le-t's-go-tar-heels". I tar heels sono in generale gli abitanti del Nord Carolina, che prendono questo nome da una battaglia della guerra civile americana (articolo per approfondire), ma anche le squadre universitarie di calcio, basket, etc.
E veniamo a ieri: ho raggiungo Esther e Carmen che stavano studiando a Weaver street market, un supermercato biologico con tavolini fuori, wireless gratuito e prese per la corrente. Spesso ci si può trovare dei concerti. La scoperta del supermercato è stata molto piacevole, vi si trova di tutto, un sacco di cose di qualità, e sebbene non sia economico, è molto meno caro di quanto mi sarei aspettato, quindi penso che una parte della spesa d'ora in avanti la farò lì. Tra l'altro ci ho trovato il parmigiano reggiano a un ottimo prezzo (mi sembra).
La cittadina dove abito, Carrboro, è veramente degna di nota, e merita una breve lettura nella wikipedia - Unita a Chapel Hill (sono praticamente attaccate), contano quasi 66000 abitanti.



Altro negozio a un minuto da casa mia, grazie al quale riempio le mie grigie giornate è il thrift store, del quale ho già parlato. E' un negozio che vende oggetti usati, ma spesso praticamente nuovi, a prezzi ridicoli, il ricavato va in beneficenza, credo alle scuole elementari. Ci sto comprando delle cazzate esagerate, che non comprerei mai, ma anche cose utili:
Es: Libreria/scrivania (5$), Depuratore d'aria/Ionizzatore (3$), Vaporizzatore per togliere le pieghe ai vestiti (3$), Frullatore (4$), cesta per la frutta (0.50$), Scanner funzionante (2$), Scolapasta (0.50$), tostapane da fornello (0.50$)
, grattugia (2$).
Questo è quanto, per ora.

mercoledì, settembre 12, 2007

l'esercito del surf

pando e ila

Garbage disposal

Altro che inferno, anche Dante di fronte alla famelicità di questa bocca metallica sarebbe impallidito. Quando l'ho vista per la prima volta, non potevo neanche lontanamente immaginare quello che celava nelle interiora, e pensavo fosse semplicemente un buco del lavandino a standard americano, cioè, più grande! (in realtà non è tutto tutto più grande come dice lo stereotipo, ma diverse cose sì). Ma quando ho sentito il rumore trattoroso che scaturiva dalla feritoia...

Cosa cela il buio?
Una specie di frullatore dai micidiali ingranaggi, infatti, cotanta bocca è pensata per tritare tutti gli scarti di cucina e non, prodotti durante la fase preparativa del pasto. Uno butta tutto giù per il lavandino e...trita ogni bene e festa finita.


Utilità? A volte lo uso, così evito di intasare tutto o di buttare pezzetto per pezzeto alcuni scarti, in realtà la necessità di averlo non è poi così alta, infatti, con una retina o una cosa del genere si risolverebbe bene, ma non sono qua per giudicare, bensì per mostrare le cose dell'altro mondo, o del mondo nuovo.

martedì, settembre 04, 2007

Sempre caro mi fu...

Ieri guardavo la mia finestra, e mi è venuto in mente il famoso colle leopardiano, e la siepe per colpa della quale il poeta si trovava la vista coperta.

Il mio pensiero a quel punto ha fatto una capriola (non filosofica) e ha capito che per il ladruncolo che vorrebbe entrare a casa mia di siepi ce ne sono poche. Certo, ci sono le veneziane, ma...
Il sistema di antifurto delle due finestre, quella che dà sul salotto e quella che dà sulla camera da letto è pur sempre questo: un blocchetto di metallo con due viti che si stringono, oltre a una specie di scatto della finestra a fine corsa.



E allora? E allora ho pensato, visto che di blocchetti ce n'è uno solo, prendiamone almeno un altro, o una barra di legno da frapporre tra finestra scorrevole e fine finestra. Ecco che allora mi metto a cercare su ebay qualche ingegnoso sistema di sicurezza, o in un banale blocchetto come quelli che ho già. Ultimamente compro molto su ebay: si trova tutto, costa molto meno, non avendo la macchina mi evita delle scocciature inimmaginabili (trasporto,andare in negozi lontani altrimenti irraggiungibili, etc.).
E nella mia ricerca, guardate in che meraviglia mi imbatto! Penso proprio che userò questo adesivo...

sabato, settembre 01, 2007

lunedì, agosto 27, 2007

E quasi 10 giorni dopo...

Sono passati 10 giorni da quando ho poggiato nuovamente le mie inutili terga sul suolo a stelle e strisce, "benvenuti nella patria della libertà e delle opportunità", apostrofava la professoressa di inglese il giorno dell'esame, che forse ha anche le sue ragioni, ma che con questo suo prendersi molto sul serio mi ha fatto un pò sorridere (questa chicca me l'ero dimenticata il posto scorso...).
Sono passati 10 giorni, mi sembra che ne siano passati...rullo di tamburi...10. Non è una cosa scontata, a volte il tempo sembra passare velocemente, a volte lentamente, stavolta più o meno ci siamo.
E nel frattempo io che ho combinato? 2 happy hour (per un totale di 7 birre, 2 gin tonic e 1 rhum e cola), una festa di cross-dressing (mi sono dovuto vestire da donna; non ne avevo nessuna voglia), ho messo su casa, ho iniziato le mie lezioni da studente e da insegnante.
Considerazioni sparse. Uno dei due professori di italiano è veramente in gamba, gli argomenti non incontrano molto i miei gusti, però si vede che è uno con le palle. L'altro meno, ma non si può aver tutto. Il terzo corso, che è extra dipartimentale, riguarda l'insegnamento delle lingue straniere: forse avrei potuto evitarlo, ma ci tenevo, e sono contento della scelta, visto che dovrebbe alleggerire l'ingresso in questo mondo ancora abbastanza sconosciuto e aiutarmi anche con l'inglese, visto che non è troppo difficile, ma neanche troppo facile.
Come insegnamento, invece, ho due classi intermedie, un 2 e un 3: per ora ora le ho viste troppo poco per trarre giudizi. Una cosa che mi piace, è che in una delle due sto sfruttando di più la presenza dell'aula multimediale (=internet,proiettore,etc.).
Purtroppo ho lezione alle 8, ma sto a 15 minuti in bici al campus, quindi posso alzarmi alle 7, che è fattibile e, in compenso, il lunedì, mercoledì e venerdì, finisco alle 12:50; poi ho il pomeriggio per farmi i fatti miei.
A proposito della casa...adesso è così...



Unico intervento strutturale: uno scaffale metallico che mi fa anche da scrivania (per 5$ a un negozio di usato vicino casa,portato a casa sotto una pioggia di madonne) e una sedia presa legalmente all'università.
La vicinanza al campus ha migliorato notevolmente la qualità della vita qua:anche il martedì e il giovedì, quando ho solo i corsi da studente, posso tornare a casa a pranzo, e poi tornarmene al campus per la seconda lezione.
Ultima nota,grigia. Odio il fuso orario. Odio stare da solo in casa la sera senza avere impegni seri. Se non sono nella merda inizio a pensare, "cogito ergo mi deprimo". E stasera, nonostante stia bene, abbia amici soldi e gloria, mi manca la patria, con tutti i suoi annessi e connessi del caso (o del cazzo, dipende dai punti di vista).

martedì, agosto 21, 2007

Si ricomincia...

Avrei voluto scrivere prima, quando le sensazioni erano più fresche, sono costretto a farlo solo adesso, e un pò di fretta, perchè il tempo è sempre poco. Sono stati 4 giorni parecchio intensi e pieni.
Giovedì, la partenza. Quando partii a gennaio ero accanto ad un italiano con cui chiaccherai diverso tempo e poi avevo un piccolo schermo davanti a me su cui potevo scegliere il film da vedere, e alla fine ne vidi due. Stavolta ho visto solo un film (con difficoltà perchè si vedeva male) e ho dormito un pò. La volata oceanica sembra veramente un salto nel nulla. Si parte alle 12 circa da Monaco, si arriva negli stati uniti dopo 9 ore, in Italia è passata la giornata, sono le 9 di sera, negli USA le 3, e tutto ancora da giocare, perchè c'è ancora l'ultima tratta in aereo da percorrere. 9 ore in aereo, in cui fuori si vede di continuo la luce, e in cui sostanzialmente si è sospesi dalle coordinate spazio-temporali, è veramente strano. Quando arrivi non sembra neanche che sei partito, e invece sei stato su quel coso tutto il giorno.

All'arrivo il mio amico Jake mi è venuto a prendere all'aereoporto e mi ha portato a casa di Carlos, dove mi hanno accolto calorosamente, con Tortilla e birra. Sono andato a letto alle 10 30, le mie 4 30 della mattina.
La mattina dopo mi sono alzato alle 6 (uff!), alle 9 mi aspettava il test di inglese, che speravo più facile, ma che per fortuna ho superato. Alla fine avevo il mal di testa, è durato fino alle 12. Poi via a fare le pratiche burocratiche che attestano il tuo rientro in USA per l'università.

Sabato è stato un giorno di fuoco. Con l'aiuto di Scott e del suo pick-up, ho trasferito le cose che avevo lasciato qua più le valigie nel nuovo appartamento, che è stata una bella fatica. Ho iniziato a spacchettare lentamente, e poi ho chiesto uno strappo a Jake al centro commerciale per comprare oggetti di prima necessità (detersivo piatti,candeggina,ammoniaca, carta da terga,lenzuola,etc.).
Domenica ho lavorato tutto il giorno lavando casa e mettendo le cose a posto. Alle 6 sono andato ad un barbecue in piscina dei graduate students di lingue romanze, qua fa un caldo bestiale, ma veramente, altro che Firenze, e un bagno in piscina si fa sempre volentieri. La sera sono tornato alle 10, e ho continuato a lavorare fino alle 12.



Ieri ho dovuto chiamare per l'allaccio della luce (che per fortuna già avevo) e per l'assicurazione contro furti e catastrofi dell'appartamento (obbligatoria).Ho un pò lavorato a casa, e poi ho fatto il primo incontro del dipartimento di italiano. Nel frattempo per fortuna mi hanno anche attivato la rete internet a casa.
E stamani si comincia a fare sul serio, alle 11 prima lezione di letteratura contemporanea post seconda guerra mondiale, alle 3 30 di oggi decamerone, ed io devo tornarmene a leggere l'introduzione...

giovedì, agosto 02, 2007

Dreaming of...

Buon viaggio a Mattia, Paolo, Andrea. Buone vacanze a tutti gli altri, a chi parte e a chi resta.
Finalmente mi aspetta un pò di vacanza e mare, la Puglia (e non solo) mi aspetta.
Nel frattempo sognare non costa nulla...

domenica, luglio 29, 2007

Un viaggio in bici

bene bene,

il Lello si butta sull'impegnato. io penso alle vacanze.



Il viaggio in bici in Montenegro (2-11 agosto) è entrato nella sua fase preparatoria.

predisporre la bici, verificare di avere tutto il materiale.

spero di scrivervi presto da un internet point di Kotor.



buone vacanze a tutti



venerdì, luglio 27, 2007

Un altro 11 settembre

Di Giacomo Franciosi Salvador Allende Gossens (26 luglio 1908 – 11 settembre 1973) Presidente democraticamente eletto del Cile dal 1970 venne destituito in un tragico 11 settembre (data che diverrà un incubo per la democrazia) per opera di un colpo di stato della destra nazionalista sotto l’abile regia degli Stati Uniti. Nato a Valparaiso, (Cile), Allende fu tra i fondatori del Partito Socialista Cileno nel 1933 per il quale ricoprì cariche come ministro in vari governi e come Presidente del Senato Cileno. Alla sua quarta elezione Presidenziale nel 1970, ottenne il primo posto al voto con UP (Unidad Popolar, una coalizione di socialisti, comunisti, radicali, e cattolici di sinistra), ma non ottenendo il 50% dei voti (prese il 36,3% dei suffragi) la decisione di una sua eventuale ascesa alla presidenza veniva rimandata al parere del Congresso che si trovò a scegliere tra lui e il secondo più votato, Jorge Alessandri. La scelta di Allende accese i riflettori del mondo sul Cile, per la prima volta un marxista può diventare capo di un governo nell'emisfero Ovest grazie a una vittoria elettorale e non a una insurrezione armata. Da Roma e da Parigi, capitali del marxismo occidentale, arrivano a Santiago del Cile legioni di giornalisti, analisti politici, semplici militanti ansiosi di capire come si reagirà all'inedita formula cilena. Fra questi giornalisti, inviato del Corriere della Sera c'era Goffredo Parise (1). E' una vittoria che allarma gli Stati Uniti e gli stati più ricchi della popolazione. Una volta eletto, la CIA ( Central Intelligence Agency, l’agenzia di spionaggio per l'estero degli Stati Uniti d'America.) condusse operazioni di propaganda per incitare l'ex Presidente democristiano del Cile Frei a bloccare la ratifica di Allende come Presidente da parte del Congresso. Secondo la tradizione, il Congresso, controllato dai Cristiano Democratici, si supponeva avrebbe ratificato la sua vittoria; ma, contrariamente a questo principio storico, essi prima forzarono Allende a firmare uno Statuto di Garanzie Costituzionali poi gli consentirono l’insediamento. La promessa di Allende è di una marcia verso “il socialismo nelle libertà”, il suo programma di riforme è vasto; nazionalizzazione delle banche, inizio della riforma agraria, espropriazione del capitale straniero( in primo luogo statunitense) proprietario delle miniere. Il gesto che Allende compie è estremamente coraggioso e nessuno prima di lui se ne assunse la responsabilità, nazionalizzare la massima ricchezza del paese, il rame; sino a quel momento sotto controllo di società statunitensi, in particolare dalla Kennecott e dall’Anaconda. ( (2) - un estratto del decreto del 28 settembre 1971, con cui Allende ribassò l'indenizzo alle compagnie americane) Gesto che gli scatenò contro l’ostilità implacabile e furibonda del grande capitale americano. Nel corso del 1972-73 l’economia peggiora rapidamente: gli Stati Uniti fanno crollare il prezzo del rame per danneggiare le esportazioni cilene, uno sciopero dei camionisti getta il paese nel caos, alta inflazione, carenza di cibo, eventi che inducono i circoli politici della destra a decidere di intraprendere la via della forza per riportare il Paese verso l'“ordine”. Nell’agosto del 1973 Augusto Pinochet Ugarte viene nominato capo di stato maggiore dopo le dimissioni di Prats a seguito di contrasti all’interno delle forze armate. Allende dichiara pubblicamente la propria fiducia nei confronti di Pinochet. Intanto, per aumentare il clima di allarme sociale la destra orchestra da settimane azioni violente portate avanti da forze paramilitari, alle quali UP risponde con manifestazioni di piazza. L’11 settembre 1973 accade quello che ormai era nell’aria. Le forze armate dichiarano illegittimo il governo Allende e decidono di prendere il potere, il “presidente” rifiuta la proposta di salvacondotto offerta dai militari e si rifugia con i suoi fedelissimi all’interno della Moneda. I golpisti prima presidiano con i carriarmati le strade e circondano il palazzo presidenziale tentando di stanare i rifugiati.... 9:10 A.M. Seguramente ésta será la última oportunidad en que pueda dirigirme a ustedes. La Fuerza Aérea ha bombardeado las torres de Radio Postales y Radio Corporación. Mis palabras no tienen amargura sino decepción Que sean ellas el castigo moral para los que han traicionado el juramento que hicieron: soldados de Chile, comandantes en jefe titulares, el almirante Merino, que se ha autodesignado comandante de la Armada, más el señor Mendoza, general rastrero que sólo ayer manifestara su fidelidad y lealtad al Gobierno, y que también se ha autodenominado Director General de carabineros. Ante estos hechos sólo me cabe decir a los trabajadores: ¡Yo no voy a renunciar! Colocado en un tránsito histórico, pagaré con mi vida la lealtad del pueblo. Y les digo que tengo la certeza de que la semilla que hemos entregado a la conciencia digna de miles y miles de chilenos, no podrá ser segada definitivamente. Tienen la fuerza, podrán avasallarnos, pero no se detienen los procesos sociales ni con el crimen ni con la fuerza. La historia es nuestra y la hacen los pueblos. Trabajadores de mi Patria: quiero agradecerles la lealtad que siempre tuvieron, la confianza que depositaron en un hombre que sólo fue intérprete de grandes anhelos de justicia, que empeñó su palabra en que respetaría la Constitución y la ley, y así lo hizo. En este momento definitivo, el último en que yo pueda dirigirme a ustedes, quiero que aprovechen la lección: el capital foráneo, el imperialismo, unidos a la reacción, creó el clima para que las Fuerzas Armadas rompieran su tradición, la que les enseñara el general Schneider y reafirmara el comandante Araya, víctimas del mismo sector social que hoy estará en sus casas esperando con mano ajena reconquistar el poder para seguir defendiendo sus granjerías y sus privilegios. Me dirijo, sobre todo, a la modesta mujer de nuestra tierra, a la campesina que creyó en nosotros, a la abuela que trabajó más, a la madre que supo de nuestra preocupación por los niños. Me dirijo a los profesionales de la Patria, a los profesionales patriotas que siguieron trabajando contra la sedición auspiciada por los colegios profesionales, colegios de clases para defender también las ventajas de una sociedad capitalista de unos pocos. Me dirijo a la juventud, a aquellos que cantaron y entregaron su alegría y su espíritu de lucha. Me dirijo al hombre de Chile, al obrero, al campesino, al intelectual, a aquellos que serán perseguidos, porque en nuestro país el fascismo ya estuvo hace muchas horas presente; en los atentados terroristas, volando los puentes, cortando las vías férreas, destruyendo lo oleoductos y los gaseoductos, frente al silencio de quienes tenían la obligación de proceder. Estaban comprometidos. La historia los juzgará. Seguramente Radio Magallanes será acallada y el metal tranquilo de mi voz ya no llegará a ustedes. No importa. La seguirán oyendo. Siempre estaré junto a ustedes. Por lo menos mi recuerdo será el de un hombre digno que fue leal con la Patria. El pueblo debe defenderse, pero no sacrificarse. El pueblo no debe dejarse arrasar ni acribillar, pero tampoco puede humillarse. Trabajadores de mi Patria, tengo fe en Chile y su destino. Superarán otros hombres este momento gris y amargo en el que la traición pretende imponerse. Sigan ustedes sabiendo que, mucho más temprano que tarde, de nuevo se abrirán las grandes alamedas por donde pase el hombre libre, para construir una sociedad mejor. ¡Viva Chile! ¡Viva el pueblo! ¡Vivan los trabajadores! Estas son mis últimas palabras y tengo la certeza de que mi sacrificio no será en vano, tengo la certeza de que, por lo menos, será una lección moral que castigará la felonía, la cobardía y la traición.

mercoledì, luglio 25, 2007

Un pò di date (per chi è interessato)

Chi non è interessato ai miei prossimi spostamenti può smettere di leggere QUI. Se stai ancora leggendo hai qualche problema, ma continuiamo. Visto che in molti mi chiedono quando parto, ecco un riassunto dei miei prossimi movimenti: Dal 2 agosto al 12 agosto -> sarò in Puglia con Marilena dal 13 agosto al 15 agosto -> sarò a Firenze Il 16 agosto -> PARTENZA PER GLI STATI UNITI

venerdì, luglio 20, 2007

Conosci Victor Jara?

Sono passati diversi anni da quando ho ricevuto in regalo questo Cd in cui Daniele Sepe rivisita alcune canzoni di Victor Jara e non. Devo ammettere che ci ho messo del tempo a capirlo, ed anzi, all'inizio non mi piaceva proprio, ora invece è uno dei miei album preferiti, per musica, testi, impegno politico, quello di Victor Jara e quello di Sepe, che cercato di dare voce a questo personaggio, barbaramente torturato dal regime di Pinochet. Te recuerdo Amanda la calle mojada corriendo a la fábrica donde trabajaba Manuel. La sonrisa ancha la lluvia en el pelo no importaba nada ibas a encontrarte con él con él, con él, con él son cinco minutos la vida es eterna en cinco minutos suena la sirena de vuelta al trabajo y tu caminando lo iluminas todo los cinco minutos te hacen florecer. Te recuerdo Amanda la calle mojada corriendo a la fabrica donde trabajaba Manuel. La sonrisa ancha la lluvia en el pelo no importaba nada ibas a encontrarte con él con él, con él, con él que partió a la sierra que nunca hizo daño que partió a la sierra y en cinco minutos quedó destrozado suena la sirena de vuelta al trabajo muchos no volvieron tampoco Manuel. Te recuerdo Amanda la calle mojada corriendo a la fábrica donde trabajaba Manuel.

venerdì, luglio 13, 2007

La storia di Gramos

Questo che segue è il primo post dedicato alla storia di Gramos da un vecchio amico, Morgan Palmas. Morgan cerca di aiutare questo bimbo da una situazione difficile e sfortunata. Vi rimando, oltre che a questo post, al suo blog, dove potete trovare anche l'evolversi della situazione. Ancora non ho pensato a niente, ma mi industrierò anch'io per fare qualcosa nel mio piccolo... sabato 30 giugno 2007 Aiutiamo tutti assieme il bambino Gramos! Ho bisogno del vostro aiuto cari blogger! Concedetemi due minuti. Gramos Gashi è un bimbo kosovaro di 11 anni che nel 1999 è giunto in Italia con un volo militare nella speranza di capire la ragione del suo corpicino malato: gravi problemi renali ed epatici, rarissima malattia metabolica: la tirosinemia. La cura continua che Gramos deve affrontare comporta una dieta a basso contenuto di proteine, una somministrazione di vitamina D e soluzioni di sali minerali contenenti calcio e fosforo, e un farmaco peculiare prodotto a Parigi dalla ORPHAN che ha un costo elevatissimo. In un anno solare v’è la necessità di circa 22.000 euro per le cure e soprattutto per non lasciare Gramos con la quasi certezza di una degenerazione cancerosa del fegato, oltre ad un grave danno renale che lo porterebbe al rachitismo. Gramos ha bisogno del nostro aiuto per vivere sereno, molti si stanno industriando per aiutarlo, facciamo sentire anche la nostra voce. Le donazioni saranno gestite dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Chi si occupa di questo caso è l’Associazione S.o.S. Infanzia nel Mondo Onlus, Via Stazzo Quadro, 52, 00060, Riano (Roma). Chi volesse fare una donazione: c/c bancario 3383/85 Banca di Credito Cooperativo di Riano – abi 8787 cab 39350 cin X. Ricordate la causale: PRO GRAMOS. Se volete maggiori informazioni per la trasparenza o solo per conoscere meglio la storia di Gramos chiamate Miriam (349.1953550) o Antonella (333.9382824) oppure scrivete a: sosinfanzianelmondo@tiscali.it. Vi chiedo di riservare un piccolo spazio in un vostro post per diffondere la notizia, Gramos ha bisogno del nostro aiuto. Vi ringrazio per la collaborazione. Questo caso lo abbiamo conosciuto ieri sera alla prima Notte Bianca della Solidarietà, della quale vi parlerò domani. Pubblicato da Morgan a 13.56

martedì, luglio 03, 2007

Un programma che salva tutte le password

Si chiama keepass, è entrato nel mio Pc la primavera scorsa, proprio nel momento in cui più ne avevo bisogno. Ogni sito vi chiede una password a modo suo, di 7 caratteri, con un simbolo, con un simbolo e un numero, e io tra campus, home banking, e cose varie cominciavo a non capirci più nulla, senza considerare che uno si deve ricordare anche delle username. Keepass è un programma che memorizza tutte le vostre password e usernames, si deve decidere una password di entrata nel programma, più è lunga e complicata e meglio è, dopodichè si entra in una schermata attraverso si può inserire tutte le username e password che si desidera. Risalire alle password è facile, la sicurezza è garantita da: 1)la password iniziale 2) le password vengono comunque nascoste dalle stellette In pratica, non si deve rileggerà la password inserita, ma sarà necessario fare copia e incolla dal programma al sito dove è necessaria la password. La frase da incollare resterà tra gli appunti solo per dieci secondi circa. Lo si scarica qui

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giovedì, giugno 28, 2007

Casa mia, casa mia...

La partenza è fissata per il 16 agosto, biglietto aereo già acquisito con volo Lufthansa, anche se i teutonici mi stanno cacando un pò il c.... con le miglia del volo per Boston. Ho comprato un volo con partenza ad agosto e ritorno a maggio, al più presto comprerò quello di dicembre, con partenza e ritorno da e per gli Stati Uniti, dovrebbe essere (spero) parecchio più economico.
Nel frattempo ho concluso il primo corso di lingua italiana, mi aspetta un altro corso dal 9 al 20 luglio, poi vacanza totale fino alla partenza. Nel frattempo leggo i libri del corso di letteratura contemporanea e non, perdo parecchio tempo al computer, e poco altro.
L'idea di ripartire è un pò un "odi et amo", sono contento per certi versi, meno contento per altri: sono contento di essere giunto alla conclusione razional-emotiva che finchè non provo non posso sapere cosa mi aspetta, il che, inaspettabilmente, sotterra (per ora) diversi pensieri e paure.
Sono certamente contento di partire per certi aspetti, meno per altri, ma magari ne riparlerò più avanti. Nel frattempo vi lascio una pianta di come sarà il bilocale che andrò ad abitare da agosto a maggio (e forse anche di più).

giovedì, giugno 14, 2007

A proposito di compleanni...

Parlavo poco tempo fa in mailing list della mia innata propensione al dimenticarmi le date di compleanno, un vero e proprio supplizio, e poi anche a me girano le scatole quando gli amici si dimenticano di fare gli auguri, quindi immagino sia lo stesso per loro quando sono io a dimenticarmi del loro. Se avete seguito il mio primo consiglio e avete installato sul vostro computer Thunderbird (tanto lo so che non lo avete fatto, ma - 1. Sapere che utilizzate un cesso di programma di posta elettronica 2.Sentire tra qualche mese dire "oh, outlook m'ha fatto un casino!che devo fare?" - mi riempie di gioia sadica) potete installare un estensione molto utile, che si chiama birthday reminder. Come funziona? La scaricate da questa pagina ,dopodichè andate nella vostra rubrica, e cliccate con il tasto destro sul fortunato. In "altro", nella riga "personalizza 1", potete inserire la data di nascita, nel formato gg/mm/aaaa. Thunderbird, vi spedirà una mail per ricordarvi dell'evento, o il giorno stesso, o X giorni prima del compleanno (sarete voi a decidere che valore dare a X).

lunedì, giugno 11, 2007

Spero vi piaccia

mistico in pulgia


mete, scusami se interrompo la tua parentesi quasi seria

sabato, giugno 09, 2007

E voi a che percentuale arrivate?

Firefox e Thunderbird

Lontano dalla landa americana, e sprovvisto di particolari narrazioni, mi dedico ad altri argomenti di mio interesse, uno su tutti, il computer. Sono oramai da due e più anni un felice e soddisfatto utente di due programmi della mozilla, firefox e thunderbird. Il primo, firefox, sostituisce internet explorer, non entro troppo nel merito tecnico, perchè non sono che un profano, ma da profano la mia esperienza di utilizzo mi dice: + si apre velocemente + si aggiorna da solo + possiede molte estensioni che ne permettono il miglioramento secondo le vostre esigenze + è più sicuro di explorer + permette di aprire più schede (cioè più pagine) in un unica finestra + scarica le pagine molto più velocemente di explorer (provare per credere) + - a volte ha dei problemi con il linguaggio java delle pagine web, anche se ha fatto grandi progressi rispetto a qualche tempo fa - a volte ha dei problemi con alcuni moduli di registrazione ai siti - Consiglio: usate firefox sempre e comunque, ne sarete soddisfatti: se con una particolare pagine avete problemi, usate explorer. Il secondo, thunderbird, sostituisce outlook, anche in questo caso: + si aggiorna da solo + è molto più sicuro di outlook (non apre gli allegati automaticamente) + permette il multi account (cioè potete avere più indirizzi email e scaricarli tutti con un click, ognuno avrà la posta nella propria cartella) + ha molte estensioni che ne permettono la personalizzazione (come firefox) + si integra bene con qualunque anti virus (casomai sono gli antivirus nella scansione a fare casino) + ha degli ottimi filtri anti spam + - non conosco lati negativi al momento - Trovate tutto, programmi ed estensioni, a partire da su www.mozilla.com Dimenticavo, il tutto, è GRATIS.

sabato, maggio 12, 2007

Sono giornate piene ed intense...

Back home

Finalmente sono tornato a casa, oramai da 5 giorni. Non sapevo se scrivere o meno, visto che questo è perlopiù il diario americano, e da qua sicuramente avrò ancora meno cose da raccontare, inoltre se già erano in pochi a leggere prima (ma forse più di quelli che mi aspettavo, visto che qualcuno legge senza commentare mai), figuriamoci ora che sono sul suolo patrio. Ad ogni modo, piccoli aggiornamenti divertenti, avvenuti tutti ieri, che sotto questo punto di vista è stata un giornata campale. 1) Il 25 maggio suono a Bagno a Ripoli col gruppo che propone il repertorio di De Gregori 2) Il 27 maggio suono con un quintetto jazz ad un aperitivo, ma non so dove, credo qua a Firenze. 3) Il 28 maggio inizio una sessione estiva di italiano per la scuola per cui lavoro, fino al 22 giugno, due ore al giorno.

sabato, maggio 05, 2007

e vai


Maggio


venerdì, aprile 27, 2007

25 aprile

Ieri era il 25 aprile, anniversario della liberazione. Questa data è importante e non c'è bisogno che ne spieghi il perchè. Purtroppo ieri è successa una cosa un pò triste, che più o meno poteva essere nell'aria, ma questo cambia poco: è venuto a mancare l'avvocato Zoli, per il quale ho lavorato per pochi mesi, da settembre/ottobre a dicembre 2004, quando smisi di andare a lui perchè iniziai ad insegnare alla Lorenzo de Medici. Questo avvenimento, oltre ad avere un valore di per sè, nonostante non avessi questo rapporto idilliaco con lui, mi ricorda ancora una volta di una cosa importante, e cioè che ho perso un occasione, che non potrò più recuperare. Questo mi dovrebbe ricordare, più e più, che le occasioni non vanno perse, almeno in teoria, o almeno bisogna provare a non perderle. Scrive l'agenzia Adnkronos: "Giancarlo Zoli, figura di primo piano della politica fiorentina, e' morto ieri a Firenze all'eta' di 90 anni. Vittima della banda fascista dei fratelli Carita', insieme al padre Adone e al fratello Angiolo Maria, Giancarlo Zoli venne imprigionato a Villa Triste. Protagonista della Liberazione di Firenze l'11 agosto 1944". Dice al proposito zoomedia.it (http://www.zoomedia.it/Firenze/storia/1900/liberazione/cronologia.html): "8 luglio 1944: le SS affiggono un manifesto che avvisava dell'ordine di sparare a chiunque non obbedisse ai tedeschi. Lo stesso giorno arrestano Giancarlo Zoli, Giuseppe De Micheli, Gaetano Pacchi e Cesare Claretto; qualora accadessero fatti ostili al governo ed ai tedeschi questi prigionieri sarebbero immediatamente fucilati". Quest'uomo aveva qualcosa da raccontare, qualcosa da insegnare, ed io ho approfittato pochissimo di tutto ciò. Peccato. E pensare che è morto proprio il giorno della liberazione: un caso?

mercoledì, aprile 25, 2007

Habemus casam II

Le settimane procedono regolari, solita routine in cui i giorni si rincorrono noiosamente solo per raggiungere il venerdì,l'ultimo giorno di lavoro, il giorno in cui si esce, si fa tardi, etc. etc.
In queste ultime settimane c'è stata una sola unica variazione sul tema, rappresentata dalla ricerca della casa. Superati gli pseudo entusiasmi iniziali legati all'esperienza dell'allenamento dei bambini (Odio i bambini:via Erode) e delle partite della mia squadra (che palle il calcio a 11), l'unico vero impegno, quasi divertente, perchè in parte è stata una specie di caccia al tesoro, è stata la ricerca di un appartamento per il prossimo anno. Dove vivo adesso è molto piacevole sotto molti punti di vista, ma troppo lontano dal campus, e per essere una sola stanza un pò caro. Mi sono quindi messo alla ricerca di un appartamento per poterci vivere da solo, in modo da poter ospitare senza problemi qualcun'altro (chi ha orecchie da intendere... ;-). Finalmente, dopo molte ricerche, poco fruttuose a dire il vero, oggi ho firmato per un piccolo bilocale in un complesso residenziale, leggi "ghetto" di messicani, attratti dal prezzo molto basso. Con 500 sacchi (bucks in americano colloquiale) riesco ad avere internet, acqua, asciugatrice, lavatrice incluse nel prezzo.
Qua a Chapel Hill la figura del complesso residenziale è molto diffusa, ce ne saranno almeno 10. Chiaramente se hai dei vicini rumorosi sei fottuto, ma come situazione provvisoria mi è sembrata la soluzione migliore.
Altro problema: in America le case si vendono solitamente senza mobili, piatti, forchette, una mazza, manca pure la tendina della doccia (che però potrebbe essere un bene), quindi ho iniziato anche a cercare un letto e qualcos'altro, col problema di non avere una macchina per spostare le cose, e di non sapere dove metterle da maggio ad agosto, quando entrerò in casa. Due sabati fa sono stato a un "garage sale", cioè una vendita che si fa quando una famiglia trasloca. Per non doversi portare dietro tutto, si mette tutto in giardino, si mette un annuncio sulla pulce elettronica locale, e tutto il giorno c'è via vai di gente che arriva, scorrazza compra, di solito a prezzi stracciatissimi. Così ho fatto anche io, e per 35$ mi sono garantito poltrona, cassettiera, trasporto a casa :-)
Anche quello del trasporto è un problema, visto che dovrò mettere tutto a casa dell'altro dottorando italiano, dopo aver noleggiato un pick-up o chiesto aiuto a qualcuno, ad ogni modo sarà casinoso e stancante, ma tant'è.
Per ora la dotazione inziale prevede, oltre ai già citati anche un divano, lascito di uno spagnolo che dopo due anni torna a casa, un aspirapolvere (fondamentale contro la zozza moquette), cazzate varie. Il letto dovrebbe arrivare ad agosto (spero).



mercoledì, aprile 18, 2007

Michael Moore docet

Non penso di essere in grado di fare un analisi migliore di altri, solo per il fatto di risiedere in America e per il fatto di poter accedere alle notizie attraverso i media americani, cosa che tra l’altro ormai è possibile fare da qualunque parte del mondo attrvaerso internet. Unica risorsa in più potrebbe essere la televisione, di cui però non faccio uso, visto che non mi piace per niente, e non riesco mai a beccare il telegiornale: in questi giorni poi, in cui sono senza elettricità è ovviamente ancora più difficile. Attraverso un confronto abbastanza superficiale dei media italiani e americani, mi sembra che la notizia venga più o meno presentata allo stesso modo, in modo abbastanza netto, senza troppi fronzoli. Mi limiterò a raccontare alcune impressioni che mi hanno colpito. Sul NYT ho letto quella che mi suonava come una critica, non troppo severa, sul fatto che in Virginia la legge sull’acquisizione delle armi è piuttosto blanda, e che ogni volta che viene fatto qualcosa per fortificarla, gira e gira si torna sempre indietro. Oggi sul new york times leggo: "Five weeks ago, a Virginia Tech student walked into a nondescript gun store next to a pawn shop in Roanoke, Va., and paid $571 for a Glock 9-millimeter handgun and a box of ammunition [...] As described by John Markell, the owner of the store, Roanoke Firearms, the purchase was a routine transaction. Virginia requires residents to present two forms of identification to buy a gun, as well pass a computerized background check, and Mr. Cho showed a salesman his driver’s license, a checkbook and his green card, because he had immigrated with his family from South Korea.", critiche alla facilità con cui si può comprare una pistola, "The purchase has prompted calls from several Democrats and at least one leading presidential candidate, John Edwards, for measures to restrict gun sales, even as they proclaimed their support for the Second Amendment", ma subito dopo qualcuno che, nonostante quello che è successo e che continuerà a succedere, torna a reclamare il diritto alla difesa personale "Senator John McCain, Republican of Arizona, who is also running for president, said, “This brutal attack was not caused by nor should it lead to restrictions on the Second Amendment, which guarantees an individual right to keep and bear arms". Tutto ciò mi stupisce, perché se c’è una cosa di cui sono profondamente convinto è che “chi non conosce la storia sarà costretto a riviverla”, e mi sembra che gli americani questo concetto non lo vogliano capire, esempi su tutti, Vietnam -> Iraq, Columbine -> Virginia Tech, solo per citare i due più eclatanti. La cultura delle armi è evidentemente inculcata nella mentalità di molti americani, non a caso è nella costituzione ("A well regulated militia being necessary to the security of a free State, the right of the People to keep and bear arms shall not be infringed"), così come infatti reclama il senatore McCain; per fortuna ci sono molti americani invece sono contrari all’uso delle armi. I tempi per cambiare la cultura di un paese sono certamente molto lunghi, ma se non si inizia a fare qualcosa lo saranno ancora di più. Certo è, che finchè non renderanno un po’ più difficile l’acquisizione delle armi da parte di chiunque, di questi eventi ne continueranno ad accadere. Anche in questo caso non sarebbe stato necessario il mago Merlino per capire che a un malato di depressione (l’assassino) non è il cas (forse) di vendere delle armi: partire con delle banali limitazioni sarebbe già qualcosa, se poi si limitasse progressivamente sempre di più ancora meglio, ma gli americani sono disposti a cambiare? Boh! Sicuramente il giro di soldi che c’è dietro all’industria delle armi non favorirà la legislazione in questo senso, e probabilmente non solo quello. Mi ha molto colpito che italiani, spagnoli e altri sono rimasti molto colpiti da quello che è successo, così come molti americani (stasera al campus c’è stata una veglia inter-religiosa e stamattina un ricordo di un professore di tedesco che ha studiato a UNC, che mentre ieri stava insegnando in classe è stato ucciso: 35 anni). Ma in generale (è solo un impressione molto superficiale) si ha quasi la sensazione che in fondo sono cose che succedono, che la vita va avanti, che il mondo è pieno di stronzi, e quindi non ci si può far niente. In fondo “un morto è una tragedia, un milione di morti una statistica”. Ora, premesso che l’idea di non mettere delle armi da fuoco (almeno non in modo così facile) in mano a questi “stronzi” non sarebbe un’idea malvagia, resto basito dall’incapacità di saper distinguere tra un incidente stradale e una carneficina preventivamente pensata e messa in opera da un essere umano ai danni di un altro essere umano. Del resto, mi viene da pensare, la pena di morte non è basata su un concetto poi così diverso, e non a caso…

martedì, aprile 17, 2007

Piove, governo ladro, parte seconda

Ieri ho evidentemente preso alla leggera la situazione, e quando sono tornato a casa ho realizzato alcune cose che non avevo preso in considerazione. Intanto, la luce non era tornata, ed ho enormemente apprezzato che il padrone di casa avesse lasciato, senza che nessuno glielo avesse chiesto, una torcia e una lampada ad olio a testa.
Il problema è che: il frigo non funzionava, la cucina non funzionava, il riscaldamento non funzionava, l'acqua calda non c'era. In realtà dovrei cambiare i verbi al presente, visto che stamani era uguale, ma mi piace pensare che di qui a stasera la situazione cambi.
Alcune considerazioni: Ieri mi sono sentito in un paese del terzo mondo. Ma come cazzo si fa a mettere la corrente su dei mini tralicci di legno, quando una volta ogni due anni almeno, gli alberi vanno già e ti isolano quartieri interi!? Mettere le linee sotto terra no? Mah... a volte ti fanno cadere i coglioni, geniali per certe cose, tontoloni per altre. Seconda: adesso capisco perchè alcuni americani sono paranoici, perchè se va via la luce sono completamente fottuti, completamente. Del resto noi saremo presto nella stessa situazione: almeno quando c'era la caldaia a gas restava riscaldamento e acqua calda (oltre che la cucina ovviamente) ci si poteva parzialmente salvare, oramai con le caldaie a elettricità siamo fottuti anche noi.
Terza: era dai tempi in cui ero in Africa che non toccavo con mano quanto l'elettricità è importante, il senso di sicurezza che una stupida luce ci può dare, e le paratìe che ci ergiamo intorno grazie alla tecnologia, vedi internet su tutte. Senza internet mi sparerei nelle palle, e mi chiedo come abbia fatto Alessandro tutti questi mesi in America senza connessione e senza televisione. La televisione fa schifo, ma internet ogni tanto ti aiuta... Ora...si può far tutto nella vita, anche stare seza internet, però...
Ultima considerazione: Ieri, mentre tornavo a casa di notte, nell'oscurità totale, ho solo vagamente immaginato come deve essere stare in una zona sfollata per catastrofi, con sciacalli in giro che cercano di fottere tutto quello che possono. Al latrato di un cane ho fatto un salto di trenta centimetri e sono arrivato a casa col cuore in gola.





lunedì, aprile 16, 2007

Piove, governo ladro.

Come avrete capito, qua il tempo è piuttosto estremo. Alcuni esempi pratici: 10 giorni fa c'erano 28° di massima. 7 giorni fa la massima è stata di 7° e ha quasi nevicato. Sabato notte e tutta la giornata di ieri ha piovuto in maniera allucinante, tanto da provocare diversi allagamenti. Oggi il vento spara botte di 100km/h che unite al terreno umido di ieri, ha divelto diversi alberi e rotto parecchi rami, di cui uno, si mormora grosso, che è caduto di fronte alla mia porta di casa. Il padrone mi ha appena telefonato dicendomi che non mi devo preoccupare, perchè posso entrare in casa (che culo!). Un altro albero è caduto e tagliato l'elettricità da tutto il vicinato. Non appena posso documento con foto. Qua è tutto estremo: o sono genialmente pratici (vedi: bici sul bus, raccolta libri in una specie di cassonettino fuori dalle librerie pubbliche per il deposito anche di notte, piste ciclabili tra il lato e il mezzo della strada) per altre dei coglioni. Cosa cazzo ci vuole a fare dei tralicci di cemento invece che di legno, che alla prima scoreggia vanno giù? Boh... Morale della favola: sono senza elettricità e senza internet a casa. Vediamo quanto ci mettono. Ora sono al campus e ancora non sono rientrato, vedrò com'è la situazione.

Coach /3 + considerazioni sul calcio

Brevi considerazioni sulla mia esperienza fino ad adesso da allenatore e da giocatore. Per quanto riguarda gli allenamenti, devo dire che mi sto abbastanza rompendo i coglioni, la colpa è in parte mia (relativamente) e in parte no. Il fatto di non essere una figura centrale, ma di essere il terzo di due allenatori mi molto utile, perchè non ho esperienza e perchè mi comporta meno responsabilità, visto che ho già molte cose da fare, ma inevitabilmente comporta che la mia figura sia marginale, il che contribuisce ad annoiarmi. Del resto, anche quella linguistica è una barriera notevole, ci sono espressioni gergali relative al calcio che non conosco, e ho l'impressione (forse errata) che i ragazzi non mi ascoltino allo stesso modo anche per questo. Inoltre devo dire che allenare questo tipo di ragazzi non è molto stimolante; quando io giocavo davo l'anima per allenarmi e per giocare, a questi ragazzi (O a molti di loro) gli interessa relativamente, è solo un modo per riempire il tempo, visto che qua sarà il 5 o il 6 sport nazionale, e molti non sono per niente motivati. Morale della favola: quando piove e non devo allenare/allenarmi esulto. Quanto alla mia esperienza di giocatore: è divertente giocare il sabato con la stessa squadra con cui mi alleno, ma è deprimente giocare a 11 con una squadra mista di basso livello. I lanci alla "Viva il parroco" sono un must, e il campo è troppo grande per poter pretendere di poter minimamente incidere come individuo. Inoltre toccherò si e no 6 palle a partita, troppo poche, motivo per il quale continuo a ribadire la mia preferenza per il calcio a 5 o a 7, più difficile per certi versi, ma più veloce, più divertente, meno tecnico sotto certi punti di vista, ma capace di esaltare maggiormente le capacità di una squadra come gruppo.

martedì, aprile 10, 2007

Per Giulio... "the only tool you'll ever need"

Ragazzi, tanto lo so che non mi leggete mai, e oramai che non mi legge più neanche Pluto, posso fare festa.
Questa è per Giulio: So che la tua mente malata&bacata apprezzerà.

sabato, aprile 07, 2007

Quasi nevica...e sono 3 mesi.

Che strano, due giorni fa stavo fuori in maglietta, avevo già tolto il pile (o il File, belloch docet) interno della giacca, perchè si schiantava dal caldo, quando vedo nelle previsioni per mercoledì: max 28° min 3°. Però...25 gradi di escursione mica male... Ora sono le 2 25, sono appena tornato a casa, dopo una serata a cena da Maitè, la ragazza francese di Montpellier, a base di Ragù fatto da me e tanto vino. Era un pezzetto, mi mancava del buon vino...altrochè! Dopo siamo stati a giocare a biliardo, nuova manìa dopo il calcino. Quando esco dal pub, che chiude inesorabilmente alle 2 (come tutti i pub di questo democratico paese), cosa ti vedo... NEVISCHIA! Ed è il 5 Aprile. 'Stica'. Mentre scendevo in bici, con i pantaloni bagnati che mi aderivano alle gambe, le botte di nevischio in faccia, e le mani che si congelavano, mi sono ricordato che quando correvo, e si congelavano le mani, bisogna muoverle per non farle addormentare. Così l'ho fatto, e mi sono ricordato per l'ennesima volta che sono tutte cazzate, perchè le mani si congelano lo stesso. Mentre entravo in casa, col rumore della pioggia sul tetto una volta entrato nella stanza, ho pensato a quando sono arrivato qua, 3 mesi fa, quando ho visto per la prima volta questa stanza illuminata con me dentro, il pc su questo tavolo, e il resto della stanza arredato in modo completamente diverso. Mi sono ricordato qualche sensazione del mio arrivo, le cose che allora mi disse il padrone di casa (di cui non capii un cazzo), lo stesso scroscio di pioggia, che cominciò a battere violento dopo poco che andai a letto, alle 10 30, quando in realtà per me erano le 4 30. Che strano, sembra ieri, e invece sono passati tre mesi, tante lezioni, due esami, tante birre e tanti Rhum&Cola, e la certezza che, anche se in un'altra stanza, i prossimi tre anni saranno qui, nel bene e, come purtroppo è normale, nel male...ma sicuramente più nel bene. Buona notte.

giovedì, aprile 05, 2007

Il genio italico

In questi mesi di permanenza americana, ho potuto toccare con mano problematiche che la vita in casa con mia madre mi avevano finora precluso e capire parecchie cosette. Una di queste, è la genialità degli spaghetti aglio, olio e peperoncino. Ogni volta che sento l'aglio sfrigolare in padella, capisco che il piccolo miracolo della ricetta sta per ripetersi (un pò come quello del sangue di San Gennaro, mi scusino i credenti). In un quarto d'ora netto, si ha un primo che è: 1. Veloce 2. Sano 3. Buono. Con un cordiale vaffanculo a McDonald e compagnia bbella.

lunedì, aprile 02, 2007

Tiriamoci su il morale che è meglio...

Le incognite non mancano, e i momenti in cui la paranoia prevale su tutto il resto neanche. Mi chiedo se sto facendo la cosa giusta, se ho messo in conto tutti i pro e tutti i contro, se ho le idee chiare su quello che voglio e su quello che mi aspetta. Visto che la risposta è perlopiù "no", a volte causa forza maggiore a volte no, forse è meglio pensare ad altro, o trovare un modo per occupare le tre sinapsi senza calcare che mi sono rimaste.

martedì, marzo 27, 2007

California '07

Ho pensato che la modalità filmato è forse la migliore soluzione per mostrare tutte le foto senza rompere troppo le palle, mettendole in una serie infinita e noiosa... Mi rendo conto che purtroppo avrei dovuto scrivere immediatamente dopo essere tornato, mi è mancato il tempo di farlo, lo so, ma ora mi sembra tutto così distante... Vi faccio un breve riassunto: Sono partito da Raleigh sabato 10 marzo, la mattina, e sono arrivato a San Francisco dopo parecchie ore di volo...non vorrei sparare cazzate, ma nell'ordine delle 5-6 almeno. Seppur arrivati in modi diversi e tempi leggermente diversi, là ci siamo trovati in 10, io, due francesi, un americano, e il resto tutti spagnoli. Ho passato tre giorni a San Francisco, in cui ho girellato qua e là, comprato una camicia indiana che secondo Marilena è una giacca di pigiama (colore arancione: salmone è tornato) e in cui abbiamo fatto un bel giro al golden gate in bici. Per quello che ho visto, Frisco mi è sembrata una città molto piacevole, grande, piena di cose da fare e da vedere, busy, ma allo stesso tempo "terrona", cioè tutto sommato tranquilla per certe cose. E' zeppa di sali scendi molto ripidi, che la rendono abbastanza particolare. Non sono mancate le serate alcooliche (mamma non leggere) in compagnia di Carlos e Maitè, che è la ragazza francese, ma che non sembra esserlo per niente (è di Montpellier - quindi terrona). Una sera ho fatto una carbonara della madonna, che ingredienti che voi umani non potreste neanche immaginare. Il giorno dopo abbiamo affittato due macchine, e siamo andati a Monterey, che è la Viareggio della California, cioè un posto di mare osceno, turistico, e veramente in stato comatoso. Il giorno dopo ancora tappa a San Simeon, dove non capisco perchè ci siamo fermati, ma questo è poco importante, visto che per 20$ avevamo camera d'albergo da 4, piscina riscaldata all'aperto e colazione inclusa (più lonchita di culo). San Simeon è un paese di 360 abitanti. Perchè ci siamo andati? Boh. In generale i paesaggi sono molto belli e vari, mare, colline, montagne verdi, scogliere, ricorda un pò l'Irlanda. Giorno dopo ancora, in 6 sul minivan (una delle due macchine) siamo andati a Santa barbara, il resto della truppa è rientrato a San Francisco. Santa Barbara è carina, me l'aspettavo iper turistica, invece meno di quello che mi aspettassi. Poi la sera abbiamo cenato in un pub geniale, che avrà avuto non meno di 30 televisioni (non scherzo) appese alle pareti, video musicali, sport, e cazzate varie di continuo, televisioni anche nel cesso (giuro! la foto parla chiaro). Il pub è diventato poi un discopub in cui i cocktail costavano 1$ l'uno, roba da ammazzarsi, cosa che non abbiamo fatto perchè il giorno dopo dovevamo partire presto. Il giorno dopo rientro a San Francisco, via autostrada. Ho guidato anch'io, e vi giuro che è stata una delle esperienze più pallose della mia vita. Il limite è molto basso, 65 mph, strada piatta e diritta, cambio automatico, da dar via di cervello. Si ha una certa sensazione di sicurezza, questo si, però che palle... Il resto lo sapete: arrivo a Frisco, aereoporto, Boston, ed il resto è storia... IT'S A ZLL PRODUCTION, ALL RIGHTS RESERVED. POWERED BY MELE DIGITAL CAMERA

sabato, marzo 24, 2007

Ecco la bomba

mercoledì, marzo 21, 2007

Senza parole

martedì, marzo 20, 2007

American dream

Un saluto a tutti, in particolare a tutti gli stronzi che non mi leggono, e che quindi non sapranno mai di esserlo.Una menzione particolare per il mistico, il quale leggerà, ma dimenticherà dopo 5 nani secondi, e che si deve comunque considerare alla stessa categoria.
Dunque...comincerò dalla fine, che forse è la parte più divertente. Premessa: la vacanza è andata benissimo, e la California è molto bella.
Passiamo al sodo. Partenza per rientrare a casa ore 22 30 da San Francisco. Notizie di bordo: Nevicate pese nel nord est americano. Arriviamo a Boston in perfetto orario, ma con una simpatica sorpresa: il volo Boston-Raleigh è stato cancellato. E' l'unico volo che è stato cancellato, porcaccia di quella lurida...



Colloquio a più riprese col simpatico e gentile personale della American Airlines (la quale non offre da mangiare sui propri voli se non a pago, ma con prezzi un pò diversi dalla Ryan Air). Morale della favola, per farvela breve, non c'è un posto in aereo fino a lunedì, forse martedì. E' sabato mattina, dovevamo arrivare a Raleigh alle 10 30, sono le 14 e siamo ancora a Boston, senza sapere cosa fare, scoraggiati dopo aver provato diverse soluzioni, cambiato terminal 4 volte, altre chicche varie. Siamo in 5, io e 4 ragazze spagnole, tutte rigorosamente di Siviglia. Lunedì mattina dobbiamo tutti lavorare, io ed Ester alle 8. Quindi? I treni sono tutti pieni, unica soluzione possibile, l'autobus. Si ragazzi, avete capito bene. Autobus.



Partenza ore 4 da Boston. Arrivo a New York ore 8 30. Partenza da New York alle 15. Arrivo a Raleigh previsto per le 8 30 del giorno dopo, senza soste, se non brevi. Arrivo effettivo: 1 10. Totale ore di bus: 21.
Sono tornato a casa ieri alle 3, con esami e composizioni da correggere, le lezioni da preparare, la spesa e la lavatrice da fare: una festa! Il tutto con una notte in aereo (di 5 ore perchè c'era 3 ore di fuso) e una notte in autobus sul groppone.
Finale filosofico: La vacanza è andata bene, sono stato fortunato a trovare un gruppo di 10 persone con cui condividere questo viaggio, persone con cui mi trovo bene, il tempo è sempre stato buono, da manica corta fissa. Era quello che speravo prima di partire, andando esattamente dove volevo andare. Mettiamolo così, poggio e buca fa pari, e la fortuna del prima fa pari con la sfortuna del ritorno. Non mi sentivo così buonista dai tempi delle programmazioni col CaccoTacco.
Vi lascio la foto più rappresentativa del viaggio. Turatevi il naso.