mercoledì, novembre 21, 2007

Incontro-Scontro con la sanità americana

Premessa: stento a capire molte cose del sistema sanitario statunitense, ergo, alcune delle cose che dico potrebbero essere delle cazzate, come del resto molte altre in questo blog. Tornando al mio simpatico incontro con l'ospedale di Chapel Hill, ho pensato di dover raccontare ancora altre due o tre cosette interessanti. Partiamo dalla testata: rialzato non mi sono assolutamente reso conto di quello che era successo, e mi sono quasi arrabbiato perchè volevo continuare a giocare, invece mi hanno obbligato ad andare a farmi dare una prima assistenza all'infermeria del dipartimento sportivo. L'infermierina che mi ha visto, appena scoperta la ferita, ha esclamato piena di soddisfazione "uh uh, this is a good one!", inutile nascondere la mia soddisfazione e il mio orgoglio di tanta beltà tradotta in sbrego. Ancora rintronato dalla botta, che effettivamente è stata notevole, sono andato in macchina col mio partner di testata (sua madre ha ricevuto parecchi complimenti da parte mia - gentilissimo eh, ci mancherebbe, però veramente un cignale) al pronto soccorso. Appena arrivati, dopo aver spiegato cos'era successo, prima chicca: per entrare nella sala d'aspetto bisogna consegnare borse e giacche a un poliziotto e poi passare per un metal detector. Il controllo non è una formalità, per niente. Dopo una prima attesa, sono entrato in una stanzetta per alcuni controlli di rito, temperatura, pressione, descrizione di quello che è successo. Nella seconda stanzetta, di fronte a un tipo in cravatta che chiaramente non era un medico, ho dato le mie generalità, compreso il social security number, che è una specie di codice fiscale molto più importante che in Italia e il numero di assicurazione che al momento non avevo con me. Ho capito che mi trovavo praticamente di fronte a un cassiere e che quello è il momento in cui l'ospedale ti mette a pi greco mezzi, prendendo le tue informazioni e facendoti firmare dei moduli, attraverso i quali ti faranno il culetto se non paghi. Nuova attesa di 15 minuti circa, dopodichè sono entrato al pronto soccorso vero e proprio. Mi hanno messo in una stanzetta delimitata da tendine colorate (con televisore, così se ti annoi mentre aspetti...) e aspettato, seppur a intervalli, un sacco di tempo. In ordine ho incontrato: dottore 1, Brian, che mi ha detto che sembrava un'abrasione, e che forse non servivano i punti 2. Infermiera 1, che ha controllato la ferita, si è riaperta e mi ha sbrodolato simpaticamente di sangue (mio, ma pur sempre sbrodolato). 3. Infermiere 2, che mi ha ripulito la ferita con una siringa ad acqua. 4. Dottore 2, che mi ha guardato, ha chiesto se ero italiano, se ero di Firenze, cosa ci facevo a Chapel Hill, e come mi ero fatto male 5. Dottore 1 - Brian, che mi ha cucito la ferita dicendo un sacco di cazzate. Carino e bravo eh, ci mancherebbe, ma una fonte ininterrotta di stronzate, tra le quali: "non saresti contento se il tuo amico non avesse anche lui i punti?" "In Italia i medici guagnano poco" "Hai i capelli lunghi...è così che conquisti le ragazze? Beh certo non verrai a dirlo a un americano.." cosa alla quale ho risposto chiaramente di no. Anche se forse la cosa più divertente è stata, dopo che sentiva che rispondevo solo uhmmm...si...o no, "Sei sicuro di capire quello che dico?" -"non molto". Alla fine ho anche incontrato l'infermiere n°3. Nei vari intervalli mi chiedevo come mai vedevo tanta gente, poi ricordandomi quello che mi aveva raccontato un'amica che aveva avuto un incidente qua, ho capito che li vedevo perchè così li dovrò pagare. Del resto il "patient handbook" (All'ultima pagina, chissà perchè. Almeno non è a caratteri piccoli) dell'ospedale parla chiaro:"If your doctor has asked other doctors to assist in your care, their charges will appear on the same bill. Also, there may be charges from doctors you never see or meet, such as the radiologists who interpret X-Rays". La chiccha finale. Ho scoperto che la mia assicurazione ogni volta che mi presento al pronto soccorso mi farà pagare 100$, a meno che non sia un urgenza. Da quanto mi è parsodi capire parlando qua e là, sei urgente quando sei in pericolo di vita. A questi 100$ (che sono un prezzo fisso per tutte le assicurazioni, anche se il prezzo varia), bisogna aggiungere il 20% del totale (l'assicurazione paga l'80%). Non appena mi arriva il conto vi farò sapere, ma di sicuro per la testata di un ******* dovrò pagare parecchi soldi. Non oso pensare i risvolti di questo sistema per buona parte della popolazione che non può permettersi il "lusso" di essere curata. Mi chiedo: che differenza c'è tra gli Stati Uniti e la Tanzania sotto questo punto di vista? In Tanzania se succede qualcosa paghi tutto, medicine e dottori. Qua, con alcune differenze, il concetto è lo stesso. E allora che differenza c'è tra un paese del terzo mondo e quella degli U.S.A? Il punto è che qua la sanità è una torta da cui devono mangiare in molti: assicurazioni, ospedali, medici (il conto dell'ospedale e quello dei dottori sono divisi!), infermieri, case farmaceutiche. Un esempio su tutti. Su un foglio che mi hanno dato si dice: "Laceration - A laceration is a cut [...] The goal of emergency treatment is to clean the wound and close it to prevent infection, control bleeding and speed healing [...] If you do not like the way the scar looks after six months, a plastic surgeon may be able to perform a scar revision". In soldoni, una semplice suturazione ala buona permette di mangiare alle case farmaceutiche (al supermercato ho visto almeno 6 (dico, 6!) prodotti anti cicatrice, una roba mai vista in Italia, neanche in farmacia) e ai chirurghi plastici, che di sicuro non ne hanno troppa necessità. Non dico che facciano le cose male apposta, certo il dubbio un pò lo insinuano... A vedere il risultato a me tutto sommato dovrebbe essere andata bene, visto che mi hanno tolto (ieri) i sette punti dall'ospedale per gli studenti (dove sono coperto al 100%), ma sarà sempre così? La morale della favola è: l'America non è un luogo saggio dove invecchiare. Dulcis in fundo: se avete avuto la pazienza di leggere fino a qui meritate un premio: il blog di Marilena http://lacartolina.wordpress.com Lo faranno il giuramento di Ippocrate? "Consapevole dell' importanza e della solennità dell' atto che compio e dell' impegno che assumo, giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell' uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell' esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione. Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d' urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell'Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell' esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; di astenermi dall' "accanimento" diagnostico e terapeutico."

3 commenti:

gabriele ha detto...

Hihihi, pressione e temperatura per un taglio alla testa?!?! E le gomme e l'olio?!?
E duedicodue dottori e due infermieri per fare la sutura (anzi, per decidere se fare la sutura)?!?!?
E comunque, nonostante l'assicurazione, devi pagargli il 20%: e se ti fai davvero male e devi pagare il 20% di $100000?!?!?
Gli americani sono pazzi...

Valeria ha detto...

mia madre ha avuto una colica renale lo scorso anno che e' costata 11 mila dollari. Aveva l'assicurazione italiana, non ha pagato nulla, eppure che rabbia. Tra l'altro un medico e un paramedico non avevano idea di cosa stessero facendo pero' anche loro hanno presentato il conto. Una disavventura che e' troppo lunga da raccontare in un post, ma da vomitare. Perdona il francesismo.

priscila ha detto...

Hai guardato il film di Michael Moore? "Sicko", si tratta del sistema sanitario e la industria farmaceutica in USA. Te lo consiglio se non l'hai visto.