martedì, settembre 09, 2008

Il grande cagnone \2

Il giorno successivo, dopo una sveglia non eccessivamente castigante ed in linea con il clima vacanziero, ci alziamo ed iniziamo a prepararci comprando qualche cosetta da mangiare, dopo aver sorseggiato l'ottimo caffè locale. Ancora non abbiamo molto ben chiaro come stanno le cose a Tuyasan o all'interno del parco, ma meglio così. Dopo poche miglia arriviamo appunto a Tuyasan, che dovrebbe essere la prima cittadina fuori dal parco: in realtà sono 2 case, e un pò di negozi, tra cui le immancabili catene di fast food (più di una, perchè tra l'una e l'altra ci sono differenze enormi). Abbiamo cercato un pò di capire il da farsi, quali percorsi. Per un attimo era balenato l'idea di andare fino al fiume e ritorno in giornata, poi l'isterismo (in parte motivato) dei Rangers ci ha trattenuto. Entriamo con la macchina nel territorio del parco e andiamo al primo campeggio: pieno. Restano due alternative, un campeggio poco fuori dal parco, e il campeggio libero :-) Sembra, ma tra le due non c'è molta differenza. Ci fermiamo al campeggio per 10$ (in 2!) per il posto tenda. Non ci sono le docce, ma cosa vuoi che sia 2 giorni a camminare senza lavarsi! Però c'è anche una griglia per il barbecue... Usciamo dal campeggio e torniamo al parco, stavolta per camminare. Arriviamo in macchina all'attacco del sentiero, e partiamo. I cartelli isterici dei rangers continuano a minacciarci, ma imperterriti i due nostri eroi continuano a scendere. Prima di andare al canyon pensavo che in fondo bastasse guardarlo dal bordo verso il basso, e che questo bastasse. Non avevo capito un cazzo. La cosa più bella è scendere verso il fiume. Via via che si scende, e si fanno curve, tornanti, si scoprono colori nuovi, scorci nuovi, visuali differenti, un vero spettacolo. Arrivati al punto prefissato (che non avrebbe fatto incazzare i rangers), ci fermiamo, nel grande silenzio, a guardare, e ad ascoltare il rumore delle ali che fendono l'aria di quel grosso volatile che si libra nell'aria. Dopo un pò siamo estasiati a sufficienza, e dopo la mente è giusto estasiare la panza. Partiamo aggressivi alla volta del supermercato. Il cielo si fa fosco, ma i due non realizzano, ed escono dal supermercato con un carico di ciccia da far impallidire un leone della savana che non mangia da tre giorni con famicone chimico. Tempo cinque minuti di macchina, che inizia a piovere, e il silenzio cala prepotente sui due. Sguardi preoccupati all'orizzonte: nero. All'arrivo al campeggio, usciti nella macchina con la speranza di un segno che stia per spiovere, i due restano delusi. Soluzione: beviamoci una birra, tutto si risolverà. Esito: smette di piovere, carbonella accesa, salsicce e braciole a go go sulla griglia. A 300 secondi dall'ultimo morso all'ultima salsiccia ricomincia a piovere. Scappiamo nella tenda dal valore di 25$ comprata da Daniele (che per questa vacanza ha fatto quasi tutto, a differenza mia). La notte verrà giù parecchia, ma parecchia acqua. Eppure...i due restano asciutti. Morale della favola: la fortuna aiuta gli audaci. To be continued...

6 commenti:

peppe borsoni ha detto...

Bello!

Daniele ha detto...

Grande Lello! a questo punto aspettiamo il terzo episodio della serie :)

Elisen ha detto...

Ciao Metello, arrivo a te dal blog di daniele..Sai che hai girato il coltello nella piaga?sono andata al grand canyon nel maggio del 2007 e non sono scesa giù al fiume vittima dei cartelli e delle parole dei rangers..e ho scazzato!avete fatto bene..Ma voi ci avete mangiato in una delle due 'bisteccherie' subito fuori da parco??io ho digerito la bistecca dopo due giorni!!!

Gabriele ha detto...

Ma scusa, ora ci dici che cavolo dicevano i cartelli dei reingers?

metello ha detto...

Maremma maiala m'ha mangiato il commento.
Elisen: Benvenuta! in realtà i rangers hanno fregato anche noi,perchè al fiume nonsiamo arrivati.
Gabri: I rangers danno morte quasi certa se fai una minchiata, riportano tutti i casi di gente morta (spesso giovane)e calcolano le ore di cammino in modo abbastanza abbondante. Il che sarebbe anche normale, ma dopo un bombardamento del genere non è che ti viene la voglia di fare il cazzone...

metello ha detto...

Ovvia