"Che cos’è la cultura di una nazione? Correntemente si crede, anche da parte di persone colte, che essa sia la cultura degli scienziati, dei politici, dei professori, dei letterati, dei cineasti ecc.: cioè che essa sia la cultura dell'intelligencija. Invece non è così. E non è neanche la cultura della classe dominante, che, appunto, attraverso la lotta di classe, cerca di imporla almeno formalmente. Non è infine neanche la cultura della classe dominata, cioè la cultura popolare degli operai e dei contadini. La cultura di una nazione è l'insieme di tutte queste culture di classe: è la media di esse. E sarebbe dunque astratta se non fosse riconoscibile - o, per dir meglio, visibile - nel vissuto e nell’esistenziale, e se non avesse di conseguenza una dimensione pratica. Per molti secoli, in Italia, queste culture sono stato distinguibili anche se storicamente unificate. Oggi - quasi di colpo, in una specie di Avvento - distinzione e unificazione storica hanno ceduto il posto a una omologazione che realizza quasi miracolosamente il sogno interclassista del vecchio Potere" Ci sono certi pazzi che guardano le facce della gente e il suo comportamento [...] Sanno che la cultura produce dei codici; che i codici producono il comportamento; che il comportamento è un linguaggio; e che in un momento storico in cui il linguaggio verbale è tutto convenzionale e sterilizzato (tecnicizzato) il linguaggio del comportamento (fisico e mimico) assume una decisiva importanza. Da P.P. Pasolini, Scritti corsari, Milano, Garzanti, 1990, pp. 45,47.
mercoledì, giugno 25, 2008
25 giugno 2008 - 24 giugno 1974. Cos'è la cultura di una nazione?
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25 Giugno 2008 / 10 giugno 1974. Studio sulla rivoluzione antropologica in Italia
"L’Italia non è mai stata capace di esprimere una grande Destra. È questo probabilmente, il fatto determinante di tutta la sua storia recente. Ma non si tratta di una causa, bensì di un effetto. L’Italia non ha avuto una grande Destra perché non ha avuto una cultura capace di esprimerla. Essa ha potuto esprimere solo quella rozza, ridicola, feroce destra che è il fascismo. In tal senso il neo-fascismo parlamentare è la fedele continuazione del fascismo tradizionale. Senonché, nel frattempo, ogni forma di continuità storica si è spezzata. Lo “sviluppo”, pragmaticamente voluto dal Potere, si è istituito storicamente in una specie di epoché, che ha radicalmente “trasformato”, in pochi anni, il mondo italiano. Tale salto “qualitativo” riguarda dunque sia i fascisti che gli antifascisti: si tratta infatti del passaggio di una cultura, fatta di analfabetismo (il popolo) e di umanesimo cencioso (i ceti medi) da un’organizzazione culturale arcaica, all’organizzazione moderna della “cultura di massa”. La cosa, in realtà, è enorme: è un fenomeno, insisto, di “mutazione antropologica”. Soprattutto forse perché ciò ha mutato i caratteri necessari del Potere. La “cultura di massa”, per esempio, non può essere una cultura ecclesiastica, moralistica e patriottica: essa è infatti direttamente legata al consumo; che ha delle sue leggi interne e una sua autosufficienza ideologica, tali da creare automaticamente un Potere che non sa più che farsene di Chiesa, Patria, Famiglia e altre ubbìe affini". Da P.P. Pasolini, Scritti corsari, Milano, Garzanti, 1990, p. 41.
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sabato, maggio 24, 2008
Di nuovo a casa
Eccoci di nuovo a casa. Ero partito il 7 gennaio, ed eccomi di nuovo qui. E' sempre bello tornare a casa, c'è poco da fare. L'anno scorso vivevo il mio primo rientro, tutt'altra emozione, eppure tornare è sempre dolce. E pensare che questo anno è volato via, e chi se lo sarebbe aspettato: certo, col senno di poi è sempre un'altra storia.
L'ultimo post risaliva a quando oramail il semestre era finito, i voti consegnati, i miei saggi pure. Avrei dovuto scrivere questo prima, visto che nei successivi 15 giorni sono successe un pò di cosette, ma come si dice in U.S, tough shit.
Ho traslocato nella mia nuova casa, un appartamento che condivido con John, un americano del texas che parla (oltre all'inglese) due lingue e mezzo, fa il musicista, beve birra in quantità industriale (mai vista una cosa così), e studia con passione. E' un pò pazzo, ma in un'accezione positiva del termine, ma sopratutto è di una pacatezza infinita e molto attento. Questi 15 giorni insieme siamo stati bene, io, lui, e Marilena.
Il trasloco è stato impressionantemente faticoso, un pò fregato dall'idea dell'anno scorso, mi sono reso conto cosa significa traslocare un bilocale, che in 9 mesi di esistenza riempi inesorabilmente di st****ate. Così come la messa in sesto della nuova stanza, visto che non ho buttato via poi molto, e per far entrare tutto ho dovuto giocare un pò a tetris, ma adesso sembra che più o meno ci siamo. Il nuovo appartamento è molto vicino all'università e alla via centrale di Chapel Hill, il che ovviamente non dispiace; è un pò più lontano dal fido supermercato biologico, ma non è 5 minuti in più o in meno non fanno una grande differenza. Ho un bagno tutto per me, anche se fuori dalla camera, un bel terrazzino sul retro, che dà sul parchetto interno. Ha lo svantaggio di essere al piano terra, ma essere a un metro dal verde ha il suo fascino, specialmente se c'è una piscina poco più in là...
Il 17 agosto si rientra, con stato d'animo inverso a quello attuale. Mi aspettano gli esami, un altro semestre di corsi, un semestre in cui dovrò scrivere e infine difendere il progetto di tesi. Questo è il minimo che mi aspetta prima di eventualmente rientrare in Italia, poi chissà, come sempre i piani sono fatti per essere devastati.
Intanto vi lascio il disegno del mio nuovo appartamento.
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martedì, maggio 06, 2008
WEB 0.2, OVVERO QUANDO IL REGRESSO E’ (QUASI) MEGLIO DEL PROGRESSO
Ave, o popolo del web. Il popolo chiede rete – “dategli wireless”. Mai una baggianata del genere fu tanto a sproposito come in questo momento.
I corsi sono finiti, i saggi finali scritti e consegnati, gli esami dei miei studenti, dopo aver inesorabilmente schifato l’insegnante (tranne rari casi), corretti e consegnati, insieme ai registri.
Parallelamente a tutto ciò, siamo disconessi da internet dalla fine di aprile, perché il provider del complesso in cui viviamo e la compagnia che gestisce il complesso hanno deciso di interrompere il contratto che li legava, senza rinnovarne un altro con un altro provider. Ergo, nel momento di maggiore libertà, sono senza connessione. Era già successo un paio di settimane fa, e devo dire che non è per niente comodo mentre si lavora, per più motivi. Le informazioni che si possono ottenere col collegamento sono oramai infinite: articoli online, banali ricerche con google, ed altro. Adesso, invece, che non ho molto da fare, devo dire che la cosa mi aiuta a riscoprire spazi che oramai avevo perso. Non ho potuto cedere alla tentazione tempo libero + internet = tempo perso, perché a volte internet ti riempie gli spazi vuoti senza neanche che tu te ne accorga. Solo a volte, per fortuna, ma capita. Penso sia la prima volta che sono qua con un po’ di tempo a disposizione, di solito arrivo all’ultimo momento prima dei corsi, e riparto per l’Italia il prima possibile, quindi i tempi “morti” a Chapel Hell sono praticamente inesistenti. Devo dire che la cosa mi fa piacere: posso fare cose che non ho mai fatto nella città, ma anche godermi piccoli piaceri casalinghi che durante il semestre non ho potuto fare, o che ho dovuto fare con lo stress che poi c’erano altre cose da fare. Insomma, è un momento piacevole, di vacanza. Ne approfitto per leggiucchiare senza impegno, un po’ per piacere un po’ per gli impegni che mi attendono il prossimo anno (e per fortuna a volte le due cose coincidono). A settembre mi attendono degli esami scritti, a maggio 2009, nella migliore (e unica) delle ipotesi, la difesa del progetto della tesi di dottorato. A quel punto la mia strada si potrebbe dividere da quella che porta in Carolina del nord, ma ancora è presto per dirlo; l’importante è preparare il cammino, poi le scelte si fanno al bivio.
Intanto il sabato che viene (10 maggio) faccio il terzo trasloco nel giro di 15 mesi, e vado ad abitare in una casa molto vicina al campus, dove avrò una stanza singola, in un appartamento condiviso con un ragazzo americano. In questo senso, i miei progetti di migliorare brutalmente l’inglese proseguono, almeno sulla carta. Da sabato avrò di nuovo la connessione a internet, e allora ripiomberò nel tunnel, intanto mi “godo” la scomodità di dover andare una volta al giorno a scaricare la posta al supermercato fricchetto-biologico vicino casa.
Nel frattempo però cambiano anche i compagni di viaggio acquisiti, gente che parte, e che si sposta in altre zone d’america, in altre università, gente che forse torna a casa, forse no, in attesa di una risposta. Eppure, con un po’ di tristezza mi rendo conto che chi resta non è più lo stesso di un anno fa, quando sono arrivato e mi sono lasciato entusiasmare dalla situazione che avevo trovato, aperta, curiosa, interessata a chi sei e cosa fai, a conoscere persone nuove. Ma sono veramente le persone che cambiano? Forse. O forse, più semplicemente, sono io che esco dal guscio acritico di chi arriva in un nuovo posto, piano piano apre gli occhi, e acquisisce un po’ più consapevolezza di chi sono veramente le persone che ha accanto, che forse si erano mostrate in maniera diversa, o che forse ero io ad aver voluto vedere in maniera diversa, o tutte e due. Non ho mai perso la consapevolezza che gli amici, gli affetti, quelli veri, fossero un’altra cosa, ma per un momento forse mi sono illuso che se ne possono trovare altri, con una certa facilità. Che può capitare, perché si è fortunati, si trova la persona giusta al momento giusto e basta: le cose non devono essere per forza complicate e strutturate. Forse è possibile. Ma adesso ho, con ancora più violenza, la consapevolezza che gli amici, gli affetti, quelli che ti legano per quello che sei, per quello che sono, per i valori che si condividono.
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martedì, aprile 29, 2008
Anche Gianni c'è. Adesso ci siamo proprio tutti
Letto il titolo, possiamo soavemente scivolare su argomenti di ben altra fattura, non ilari, ma neanche tragici per fortuna.
Qua sono le 22:50, la fortunella di Marilena è riuscita a strappare un biglietto per andare ad ascoltare Obama che parla nella ridente Chapel Hill, mentre io sono rimasto a casa a studiare. C'ho un sonno della Madonna, domani mi attende un esame che in teoria non dovrebbe essere difficile, ma non si sa mai. Intanto ho quasi finito uno dei due saggi finali che devo scrivere per la fine dei corsi: un altro esame finale, da consegnare domani lo avevo già finito.
Praticamente di qui a una settimana sarà tutta una serie di scadenze. Domani, esame scritto a casa più esame in classe. Giovedì saggio finale su Perelà ed esame scritto dei miei studenti. Lunedì 5 saggio finale della classe di cinema + registro dei voti della mia classe.
I miei studenti mi hanno dato una specie di biglietto di auguri di fine corso per ringraziarmi e salutarmi. Corruzione o no, inconscia o meno, mi ha fatto molto piacere. E così un anno è passato, mi sembra incredibile. In questo anno sono cambiate tante cose, tanti punti di vista, tante impressioni, e già so che ricambieranno di nuovo. Ho imparato tante cose, dentro e fuori dall'accademia, ma come si sa gli esami non finiscono mai. Gli amici della prima ora si sono rivelati per quelli che erano veramente (Amici, per carità: ma...). Idem per molto altro. Insomma, quando con l'unghia si gratta la superficie a volte ci si accorge che non è come ci si aspettava. Una verità lapalissiana, d'accordo, ma tra dirlo e viverlo è un pò diverso. Insomma...sono partito a Maggio 2007 entusiasta, riparto con un diverso stato d'animo. Non deluso, assolutamente, ma un pò più consapevole di come vanno, forse, certe cose. Sono un pò sibillino, mi rendo conto, ma l'ora è tarda, la stanchezza abbastanza, e cala la palpebra (finale poetico).
Magari mi ci rifermerò sopra. E intanto un nuovo trasloco si avvicina.
E adesso finale inutile: Ma perchè negli Stati Uniti, paese all'avanguardia sotto i molteplici punti di vista, l'estetica degli interruttori è rimasta agli anni '50? Non ci crederete, ma un interruttore come questo è praticamente universale, presente nella stragrande maggioranza delle case viste fino ad ora. Quelli che ho visto di forma diversa li conto con le dita di una mano. Boh. Dilemmi americani.
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martedì, aprile 15, 2008
Silvio c'è: e Dio?
Oggi è una giornata triste. E' iniziata triste quando stamani alle 10 ho iniziato a vedere gli exit polls, come sia finita non c'è neanche bisogno che lo dica. Giorni fa gli studenti mi chiedevano se in Italia usiamo molto youtube, e se i politici lo usano. Avrei voluto ridergli in faccia, amaramente. Mi sono limitato a ridere dentro di me, pur sempre con amarezza. Gli americani hanno i loro difetti, ma anche i loro pregi. In giornate come queste, mi viene da pensare che noi italiani, invece, abbiamo solo difetti. Lo dico irrazionalmente, ingiustificatamente, emotivamente, e non mi interessa molto. Non è questione di colore politico, o di idee, questo è il sale della democrazia. E' una questione di stile. E per chi ha la memoria corta, chi non ricorda le figure di merda fatte in passato (giusto quelle che mi vengono al volo: la società occidentale è superiore a quella islamica, un parlamentare tedesco definito un kapò, il "filosofo" Buttiglione (UDC) rifiutato come commissario europeo...) basta ricordare quelle recenti di neanche due settimane. Come si fa a votare chi ha minacciato l'uso dei fucili se non venivano cambiate le schede elettorali? Come si fa a votare chi ha definito Mangano un eroe, un santo? Chi sbaglia paga, ed è giusto che paghi (e mi riferisco alla sinistra). Ma agli italiani cosa devono fare per fargli capire chi stanno realmente votando? E' necessaria un'altra dittatura? Almeno dopo la guerra civile staremmo tranquilli per 15 anni, primo che il ciclo ricominci...
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venerdì, aprile 11, 2008
Sugo alle melanzane
Vorrei iniziare ricordando che la Fiorentina ha vinto 2-0 in Olanda contro il PSV. Non sono mai entrato troppo nell'ottica di scrivere molto sul blog, sarà forse per lo stesso motivo per cui quando in classe c'è la famosa "discussion", e gli studenti si mettono in coda con la mano alzata per dire le loro verità sul mondo (non importa quale...), me ne resto solitamente in silenzio. Me ne rendo conto ora, che piuttosto che scrivere io, tendo a leggere gli altri, facendo il giro quasi quotidiano dei blog che mi piacciono di più. Venendo a me...giusto per aggiornarvi un pò. Non ho ancora cambiato il biglietto per maggio, ma ci sono ottime probabilità che torni a Firenze il 22. Lunedì P.V ho da consegnare un saggio corretto, uno nuovo di pacca, e presentare un film in classe. Il tutto per la stessa lezione, che è un modo carino per sottolineare la genialità didattica di questa donna. Dopodichè mi attenderanno altri due esami, uno in classe e uno a casa, e un altro saggio finale. Insomma, il solito tran tran di fine semestre, al quale mi sto quasi abituando. Il vero spartiacque sarà lunedì, ma nonostante gli impegni devo dire che sono abbastanza tranquillo e rilassato, sicuramente niente a confronto di marzo. Finito il semestre, approsimativamente intorno al 5-6 maggio, inizierò a pensare al trasloco, che penso faremo intorno a Maggio. Ma di questo ci sarà tempo di riparlarne...
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mercoledì, marzo 26, 2008
Soldi facili: utopia? No...meglio pochi che niente.
C'è stato un periodo, dopo i primi anni di proliferazione di internet, in cui il mito del guadagnare facile ha dilagato. I programmi per guadagnare erano decine, e si facevano una guerra spietata a chi era il più proficuo. Lo scomparire sulla piazza telematica di questi sistemi la dice lunga sulla realtà della stessa, nonché sulla disillusione degli utenti che l'hanno provata. Eppure... Eppure io ci sono cascato di nuovo. Stavolta però mi sembra un pò meglio. E' un programma americano, paga 0.2 centesimi di dollaro a mail. Me le faccio spedire su un indirizzo di posta che non è il principale, in modo che non mi disturbi. Non arrivano milioni di mail, ma neanche troppo poche. Ho iniziato a giugno, ed ho un piccolo gruzzolo di 20$. Certo, non è molto...però intanto mi ci posso comprare su Ebay una penna usb da 8gb! Se la cosa vi interessa, l'iscrizione ovviamente è gratis, e in questo momento mi pare ci sia un bonus di ingresso di 10$. Se vi segnate con il mio nome ci guadagno qualcosina anch'io. Il link per gli interessati è: http://hits4pay.com/members/index.cgi?metellone
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lunedì, marzo 24, 2008
Buona pasqua...

Ammetto che ho rubato l'immagine a Marilena. Ammetto anche che è vecchia, la si era gi vista, ma a me fa ancora ridere, anche perchè mi sembra di vedere nell'espressione del maiale il sorriso beffardo, e in quella dell'agnellino un amaro sconforto.
Dopo questa ermenutica da 4 soldi, passiamo al resto. Cioè a niente. Qua Pasqua regolare, super pranzo con gli amici (più o meno) dell'anno scorso, di cui buona parte era stata presente anche allo scorso giorno del ringraziamento. Ho mangiato, ma devo dire meno di altre volte. Il format è lo stesso, a cui mi sono quasi abituato. In fondo non è malvagio. Ritrovo alle 3pm. Mi presento ovviamente avendo fatto solo una leggera colazione. Pronto per un pranzo che fa anche da cena. Tanto è come a Natale, dopo il pranzo, chi cena!?
Il vero peccato è che domani si lavora (La Pasquetta qua fa un pò la fine dell'agnello in Italia - a proposito, ma Napolitano ha fatto il Presidential Pardon? Vedi qui), e quindi non ci si può lasciare andare più di tanto.
Domani presento il secondo dei quattro saggi per il corso di cinema. Intanto in settimana mi aspetta una presentazione in classe sulla struttura dell' "innamorato", ma, a parte la lingua inglese, non dovrebbe essere troppo tosta. E poi (se come spero non ci sarà lezione) tutti nell'aula col proiettore a vedere Psv Eindoven - Fiorentina!
Per il resto nessun'altra novità. I corsi per il prossimo semestre sembrano tutti pianificati, e il mio piano X procede, lento ma inesorabile...
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giovedì, marzo 13, 2008
Puerco Escondido
Saluti a tutti. Qua tutto bene, devo essere breve. Montezuma non si e'ancora impadronito di me, ne'di nessun altro della truppa. Ha ancora due giorni. Domani e' l'ultimo giorno, alle 6 30 abbiamo un autobus notturno (13 ore) che ci riportera' a Citta' del messico, da dove prenderemo l'aereo. Puerto Escondido vale la pena, purtroppo abbiamo avuto poco tempo. Devo dire che tutto il Messico vale la pena, ma e' molto grande, e bisogna avere un po' di tempo per visitarlo. Puerto e'turistica, ma potrebbe essere molto peggio di come e'. Il mare e' bello ma molto mosso. Ci sono diverse spiagge. Il sole e' impressionante. Caldo e potente. Se fai il fighetto senza crema sei fregato. Oggi abbiamo avuto due dei pochi (purtroppo) contatti locali. E'un po' il lato scomodo dell'essere in quattro. Pazienza. Ho saputo della rocambolesca vittoria della fiorentina. Prendiamo il lato positivo. Un abbraccio a tutti, a presto.
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sabato, marzo 08, 2008
Mexico City
Saluti a tutti da quel di Mexico City. Ho solo 5 minuti, perche' siamo in attesa di andare alla stazione degli autobus per Puebla. Per ora tutto regolare, Montezuma non mi ha ancora conquistato. La citta' e' bella, ma un delirio. E' una specie di Dar es salaam, ma abbastanza meglio. Tuttavia, girare quando fa buio mi e' parso abbastanza allucinante. In compenso ci sarebbero un sacco di cose da fare, ed e' un peccato non aver piu' tempo. Ieri mi sono fatto una mangiata spettacolare, e spero che sia solo l'inizio. Oggi abbiamo visto delle rovine azteche, molto belle. I messicani sono molto gentili. Speriamo che non attentino ai nostri intestini di qui alla fine, ma sono ottimista. Alla prossima.
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lunedì, marzo 03, 2008
venerdì, febbraio 29, 2008
Se Dio v'ole, tra una settimana si fa come il Baglioni...
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mercoledì, febbraio 20, 2008
Ultime nuove dal paese dei giocattoli
In realtà il titolo è ironico, perchè di novità ce ne sono veramente poche. E' passato quasi un mese da quando ho scritto l'ultima volta, il semestre si è fatto sotto, e purtroppo il peggio deve ancora venire. Eppure vengo da una settimana piuttosto rognosa, che un assaggino me lo ha già dato. Tutto quello che poteva succedere è successo: 1) Marilena si è ammalata (L'untore è riuscito a passare l'oceano) 2) I miei simpatici vicini di casa mi hanno buttato giù dal letto con la loro musica di m... alle 5 di mattina per due volte 3) Mi si è accavallato un muscoletto della schiena 4) I sottotitoli di un film che dovevo vedere erano completamente sballati 5) ho avuto un attacchino timido di diarrea (sarà mica dovuto al giramento orbitale dei pianeti?) In mezzo a tante gioie ho infornato il primo saggio su "Ottobre" di Eisenstein. Questo per il corso di storia e cinema, molto interessante, tenuto da una pazza scatenata, ma molto in gamba. Devo vedere un film ogni settimana e scriverci sopra una pagina di impressioni; poi da una lista di film "secondari" ne scelgo uno e a certe scadenze devo scriverci sopra dei saggi. Tornando a cosa più terra terra. In questo mese, a parte lo studio, non è che sia successo poi molto. Unico avvenimento di vita americana la partita molto sentita tra Unc e Duke, di cui avevo parlato anche l'anno scorso. La cosa che mi ha stupito è stata che anche sui pannelli elettronici degli autobus urbani si vede la scritta "Beat Duke!", ed ho sognato la stessa cosa a Firenze, per la partita della Juve, un bel cubitale "Juve Merda!". Altra chiccha: dopo un anno ho forato la ruota della bici. Ho dei copertoni indecenti, così ho deciso di approfittarne per sostituirlo. Lo compro. Provo a metterlo e non ci riesco. Mi chiedo se sono diventato cretino tutto insieme (e mi rispondo che forse si). Chiamo un mio amico americano appassionato di bici e cosa scopro? In America c'è una vecchia misura, che esiste ancora nelle bici un pò più vecchie, leggermente più grande (credo) della 28'...roba da pazzi. Oltre a questo, essendo molto telegrafici, direi: - Abbiamo comprato il biglietto per andare in Messico, saremo in quattro, io Marilena e altre due insegnanti spagnole: partenza il 7 marzo, ritorno il 14. Speriamo stavolta di non aver problemi con l'aereo come l'anno scorso, o stavolta torniamo a nuoto. - Saldo finale per i 7 punti di sutura: 377$. Il totale è composto dal conto che ho pagato all'ospedale, e il conto (distinto) che ho pagato al medico che mi ha suturato, il tutto suddiviso in un pratico elenco (visita, cucitura, etc.). God bless America. - Sembra che abbia l'argomento per la tesi. Il titolo preciso ancora non c'è, ma sarà su Pasolini (salvo ripensamenti). - Forse ho trovato un'opportunità per cambiare casa a maggio. Ci sono ancora alcune variabili che si devono assestare, poi vedremo. Se l'opportunità c'è, penso che non mi farò sfuggire il treno. - Per divertimento mi sono messo a tradurre dall'italiano all'inglese per un sito di notizie sportive. Avrei preferito dall'inglese all'italiano, ma anche così sono sicuro che migliorerò il mio inglese (oltre che divertirmi). Unico neo: dubito che il vocabolario specifico del gergo calcistico mi sarà mai veramente utile (Anche perchè spesso è british english). Con questo, visto che sono le 00:10 e ho finito di studiare, vi saluto e vi dò la buona notte. Godetevi questo filmatino...che mi ricorda uno dei film che ho visto per il corso di cinema...
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martedì, gennaio 22, 2008
Cade e si fa male©
La strada e' ghiacciata, e di brutto anche. Fu cosi' che stamani, mentre eroicamente mi recavo all'universita', ho dato di barta (termine tecnico) dalla bici e baciato il suolo. CAZZO (altro termine tecnico). For god's sake non mi sono fatto niente, a parte rompere due guanti di lana (si perche', visto il freddo, porto due paia uno sopra l'altro). Per fortuna li avevo pagati poco poco.
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Martin Luther King Day, ovvero come non fare un cazzo e sfruttare il finesettimana lungo
Signore e signori, oggi negli Stati Uniti si celebra il MLK o Martin Luther King day. Ecco perchè sabato scorso alle 6 25 io e Marilena abbiamo preso l'aereo e siamo volati a Washington D.C. Due giorni e mezzo, sabato, domenica e stamani mattina. E' uno dei due finesettimana lunghi che ci sono per il semestre di primavera nella calvinista America: l'altro finesettimana è Pasqua :-) Così, mentre già cominciano ad emergere timidi progetti per Spring Break (quasi 10 gg), eccoci a Washington. La capitale degli Stati Uniti è decisamente una bella città. Non enorme, con un'ottima metropolitana e prezzi cari, ma non carissimi considerato che si tratta della capitale. E' una città ricca di locali, ristoranti etnici, monumenti, edifici e musei. La casabianca fa il suo effetto, lo stesso vale per l'obelisco gigantesco. Purtroppo in tutta la città domina un pò troppo la predisposizione al colonnato greco, un pò troppo compulsiva, ma in generale è carina. Devo dire che i musei sono assolutamente il fiore all'occhiello di questo luogo. Dieci o più musei gratis, tutti condensati in una zona vicino al campidoglio, tra cui la National Gallery. A differenza che New York, città bellissima ma invivibile per una vita, Washington dà l'idea di essere decisamente più abbordabile. Peccato per i -10° di ieri, che uniti al vento hanno reso la gita un pò freddina...adesso però ho qualcosa da raccontare ai nipoti o agli amici mentre svalvolo ubriaco al bancone di un bar. Il freddo ha sferzato un pò tutta l'America del nord-est, tant'è che qua a Chapel Hill ha nevicato, timidamente ma ha nevicato, ed ora che è notte sono -5°. Altre cose da segnalare: ho aperto i taralli, accompagnati da ottimo sott'olio calabrese, denominato "fuoco calabrese" (attendo responso di domani dalle mie emorroidi). Marilena dovrebbe aver trovato non uno, ma due lavori, uno da Nanny (o Babysitter che dirsivoglia) e uno da insegnate di italiano, il tutto dopo avere iniziato a frequentare la scuola di inglese (lezioni dal lunedì al venerdì, grammatica, pronuncia, scrittura/lettura). Chi vivrà vedrà...
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mercoledì, gennaio 09, 2008
Il ritorno
Il rientro alla Collina (Chapel Hill) è stato completato: io sono arrivato due giorni fa, Marilena ieri. Il mio volo è andato tutto regolare, tutto in orario, e... udite udite, le valigie pieno di cibo sono passate indenni dai controlli doganali. Non sono stato neanche fermato e le varie vettovaglie che mi aiuteranno a non sentir nostalgia di casa sono già state messe in sicurezza a casa. Una menzione d'onore a questo punto va fatta alla mia giacca. Come temuto, il personale dell'aereoporto di Firenze mi ha rotto i coglioni sul peso delle valigie, nonostante la tara della bilancia fosse chiaramente sballata. Essendo solo e non potendo lasciare qualcosa per alleggerire a qualcuno, ho imboscato 3 chili di roba tra libri e caffè nello spazio tra giacca interna ed esterna. Superata la prova della bilancia ho infilato tutto nel bagaglio a mano e via. Anche il volo di Marilena tutto regolare; a lei hanno controllato il bagaglio a New York, ma non ci sono stati problemi. Intanto io ho già iniziato le lezioni, oggi alle 2 quella che insegnavo, mentre domani mi aspettano i due corsi di italiano. Lunedì, con grande gioia, mi aspettano circa 140 pagine in inglese per il corso di cinema. Qua tutto regolare, casa, università. Il viaggio è stato strano, e come molti sanno non partivo molto contento, sospeso nel limbo atemporale e aspaziale di aereoporti e 12 ore di volo complessive. L'arrivo solitario della prima sera a casa mi ha fatto un pò tristezza, come se quell'appartamento non mi appartenesse. Boh. Invece il giorno dopo all'università è stato tutto più solare. Saranno stati i 20 gradi (che ci sono anche oggi: sono in maniche corte), o il rivedere tanti amici dopo un pò di tempo, con la freschezza e la voglia di vedersi e di stare insieme che un pò di distanza a volte fa venire. O più banalmente l'idea che 6 ore più tardi arrivava Marilena. E' stato un pò come se fossi saltato dal vuoto aereoportuale a una cornice di cui comunque conoscevo i contorni.
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lunedì, novembre 26, 2007
Thanksgiving with yours...
Giovedì scorso è stato il giorno del ringraziamento e siamo stati ospiti di uno studente, originario del New Jersey (credo) ma studente qua in Nord Carolina. Come tradizione pretende, ci siamo mangiati un bel pò di tacchino e ingozzati ben bene. Ottimo anticipo dell'imminente pranzo natalizio: gli americani ne sanno una più di Belzebù. Venerdì bis di cui sopra a casa di un'altra amica. Penso di essere ingrassato 2 o 3 chili. Il thanksgiving è una festa molto grande e importante, equiparabile al natale, tanto è vero che spesso qua si dividono equamente le feste tra famiglie. Thanksgiving con la famiglia del padre e Natale con quella della madre, insomma, Christmas with yours&Thanksgiving with yours too. Sebbene i lavoratori comuni non beneficino di poi molta vacanza, gli studenti (e quindi anche io) hanno avuto dal mercoledì alla domenica di buona uscita, immagino per dare loro il tempo di raggiungere le famiglie. Infatti, viene calcolato che per thanksgiving il traffico in tutti gli Stati Uniti raggiunge il picco più alto. La tradizione vuole anche che dopo il super pranzo/cena si collassi di fronte alla tv a vedere le partite di football americano, che praticamente si susseguono ininterrottamente dalla mattina. E' evidente che i giocatori non ringraziano. Venerdì ho fatto una scoperta meravigliosa. Fin dai tempi di Washington, il presidente degli Stati Uniti "perdona" un tacchino per questa festa, che grazie a questo presidential pardon viene graziato e spedire a morire di vecchiaia in Virgina, in un parco per bambini, ma in passato è stato anche mandato a spassarsela a Disney World. Per maggiori approfondimenti consiglio di guardare qui e per il filmato ufficiale della casa bianca di quest'anno qui Che dire...auspico che Napolitano possa fare la stessa cosa con il nostro agnello pasquale...
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Metello
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Etichette: U.S.A
mercoledì, novembre 21, 2007
Incontro-Scontro con la sanità americana
Premessa: stento a capire molte cose del sistema sanitario statunitense, ergo, alcune delle cose che dico potrebbero essere delle cazzate, come del resto molte altre in questo blog. Tornando al mio simpatico incontro con l'ospedale di Chapel Hill, ho pensato di dover raccontare ancora altre due o tre cosette interessanti. Partiamo dalla testata: rialzato non mi sono assolutamente reso conto di quello che era successo, e mi sono quasi arrabbiato perchè volevo continuare a giocare, invece mi hanno obbligato ad andare a farmi dare una prima assistenza all'infermeria del dipartimento sportivo. L'infermierina che mi ha visto, appena scoperta la ferita, ha esclamato piena di soddisfazione "uh uh, this is a good one!", inutile nascondere la mia soddisfazione e il mio orgoglio di tanta beltà tradotta in sbrego. Ancora rintronato dalla botta, che effettivamente è stata notevole, sono andato in macchina col mio partner di testata (sua madre ha ricevuto parecchi complimenti da parte mia - gentilissimo eh, ci mancherebbe, però veramente un cignale) al pronto soccorso. Appena arrivati, dopo aver spiegato cos'era successo, prima chicca: per entrare nella sala d'aspetto bisogna consegnare borse e giacche a un poliziotto e poi passare per un metal detector. Il controllo non è una formalità, per niente. Dopo una prima attesa, sono entrato in una stanzetta per alcuni controlli di rito, temperatura, pressione, descrizione di quello che è successo. Nella seconda stanzetta, di fronte a un tipo in cravatta che chiaramente non era un medico, ho dato le mie generalità, compreso il social security number, che è una specie di codice fiscale molto più importante che in Italia e il numero di assicurazione che al momento non avevo con me. Ho capito che mi trovavo praticamente di fronte a un cassiere e che quello è il momento in cui l'ospedale ti mette a pi greco mezzi, prendendo le tue informazioni e facendoti firmare dei moduli, attraverso i quali ti faranno il culetto se non paghi. Nuova attesa di 15 minuti circa, dopodichè sono entrato al pronto soccorso vero e proprio. Mi hanno messo in una stanzetta delimitata da tendine colorate (con televisore, così se ti annoi mentre aspetti...) e aspettato, seppur a intervalli, un sacco di tempo. In ordine ho incontrato: dottore 1, Brian, che mi ha detto che sembrava un'abrasione, e che forse non servivano i punti 2. Infermiera 1, che ha controllato la ferita, si è riaperta e mi ha sbrodolato simpaticamente di sangue (mio, ma pur sempre sbrodolato). 3. Infermiere 2, che mi ha ripulito la ferita con una siringa ad acqua. 4. Dottore 2, che mi ha guardato, ha chiesto se ero italiano, se ero di Firenze, cosa ci facevo a Chapel Hill, e come mi ero fatto male 5. Dottore 1 - Brian, che mi ha cucito la ferita dicendo un sacco di cazzate. Carino e bravo eh, ci mancherebbe, ma una fonte ininterrotta di stronzate, tra le quali: "non saresti contento se il tuo amico non avesse anche lui i punti?" "In Italia i medici guagnano poco" "Hai i capelli lunghi...è così che conquisti le ragazze? Beh certo non verrai a dirlo a un americano.." cosa alla quale ho risposto chiaramente di no. Anche se forse la cosa più divertente è stata, dopo che sentiva che rispondevo solo uhmmm...si...o no, "Sei sicuro di capire quello che dico?" -"non molto". Alla fine ho anche incontrato l'infermiere n°3. Nei vari intervalli mi chiedevo come mai vedevo tanta gente, poi ricordandomi quello che mi aveva raccontato un'amica che aveva avuto un incidente qua, ho capito che li vedevo perchè così li dovrò pagare. Del resto il "patient handbook" (All'ultima pagina, chissà perchè. Almeno non è a caratteri piccoli) dell'ospedale parla chiaro:"If your doctor has asked other doctors to assist in your care, their charges will appear on the same bill. Also, there may be charges from doctors you never see or meet, such as the radiologists who interpret X-Rays". La chiccha finale. Ho scoperto che la mia assicurazione ogni volta che mi presento al pronto soccorso mi farà pagare 100$, a meno che non sia un urgenza. Da quanto mi è parsodi capire parlando qua e là, sei urgente quando sei in pericolo di vita. A questi 100$ (che sono un prezzo fisso per tutte le assicurazioni, anche se il prezzo varia), bisogna aggiungere il 20% del totale (l'assicurazione paga l'80%). Non appena mi arriva il conto vi farò sapere, ma di sicuro per la testata di un ******* dovrò pagare parecchi soldi. Non oso pensare i risvolti di questo sistema per buona parte della popolazione che non può permettersi il "lusso" di essere curata. Mi chiedo: che differenza c'è tra gli Stati Uniti e la Tanzania sotto questo punto di vista? In Tanzania se succede qualcosa paghi tutto, medicine e dottori. Qua, con alcune differenze, il concetto è lo stesso. E allora che differenza c'è tra un paese del terzo mondo e quella degli U.S.A? Il punto è che qua la sanità è una torta da cui devono mangiare in molti: assicurazioni, ospedali, medici (il conto dell'ospedale e quello dei dottori sono divisi!), infermieri, case farmaceutiche. Un esempio su tutti. Su un foglio che mi hanno dato si dice: "Laceration - A laceration is a cut [...] The goal of emergency treatment is to clean the wound and close it to prevent infection, control bleeding and speed healing [...] If you do not like the way the scar looks after six months, a plastic surgeon may be able to perform a scar revision". In soldoni, una semplice suturazione ala buona permette di mangiare alle case farmaceutiche (al supermercato ho visto almeno 6 (dico, 6!) prodotti anti cicatrice, una roba mai vista in Italia, neanche in farmacia) e ai chirurghi plastici, che di sicuro non ne hanno troppa necessità. Non dico che facciano le cose male apposta, certo il dubbio un pò lo insinuano... A vedere il risultato a me tutto sommato dovrebbe essere andata bene, visto che mi hanno tolto (ieri) i sette punti dall'ospedale per gli studenti (dove sono coperto al 100%), ma sarà sempre così? La morale della favola è: l'America non è un luogo saggio dove invecchiare. Dulcis in fundo: se avete avuto la pazienza di leggere fino a qui meritate un premio: il blog di Marilena http://lacartolina.wordpress.com Lo faranno il giuramento di Ippocrate? "Consapevole dell' importanza e della solennità dell' atto che compio e dell' impegno che assumo, giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell' uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell' esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione. Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d' urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell'Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell' esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; di astenermi dall' "accanimento" diagnostico e terapeutico."
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Metello
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lunedì, novembre 19, 2007
1 nuova=cattiva nuova
Mentre aspetto Marilena in ufficio ne approfitto per raccontare l'ultima chicca in ordine temporale. Con piu' tempo e documentazione allarghero' il post con una bellissima foto da padrino. Per farla breve: giovedi' scorso, torneo interno di calcio, squadra mista. Rimessa laterale verso il centro dell'area di rigore che il nostro strenuamente difendeva. Stacco di testa alla Cannavaro e palla deviata fuori dal pericolo...ma... il cinghiale di turno salta alla mia sinistra, in netto ritardo perche' dopo che io ho gia' toccato la palla mi rifila una testata alla sinistra del sopracciglio sinistro con la parte alta della testa, rovino a terra urlando per il dolore. Risultato: 8 punti di sutura, parecchi dubbi proferiti sulla moralita' della mamma del simpatico Zidane di turno, parecchie madonne. Seguira' simpatico racconto sulla sanita' americana, che merita di essere narrato, tanto per capire concretamente, e non filosoficamente parlando, un problema colossale di questo paese.
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Metello
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