C'è stato un periodo, dopo i primi anni di proliferazione di internet, in cui il mito del guadagnare facile ha dilagato. I programmi per guadagnare erano decine, e si facevano una guerra spietata a chi era il più proficuo. Lo scomparire sulla piazza telematica di questi sistemi la dice lunga sulla realtà della stessa, nonché sulla disillusione degli utenti che l'hanno provata. Eppure... Eppure io ci sono cascato di nuovo. Stavolta però mi sembra un pò meglio. E' un programma americano, paga 0.2 centesimi di dollaro a mail. Me le faccio spedire su un indirizzo di posta che non è il principale, in modo che non mi disturbi. Non arrivano milioni di mail, ma neanche troppo poche. Ho iniziato a giugno, ed ho un piccolo gruzzolo di 20$. Certo, non è molto...però intanto mi ci posso comprare su Ebay una penna usb da 8gb! Se la cosa vi interessa, l'iscrizione ovviamente è gratis, e in questo momento mi pare ci sia un bonus di ingresso di 10$. Se vi segnate con il mio nome ci guadagno qualcosina anch'io. Il link per gli interessati è: http://hits4pay.com/members/index.cgi?metellone
mercoledì, marzo 26, 2008
Soldi facili: utopia? No...meglio pochi che niente.
Pubblicato da
Metello
alle
8:51 PM
1 commenti
Etichette: Il mio computer
lunedì, marzo 24, 2008
Buona pasqua...

Ammetto che ho rubato l'immagine a Marilena. Ammetto anche che è vecchia, la si era gi vista, ma a me fa ancora ridere, anche perchè mi sembra di vedere nell'espressione del maiale il sorriso beffardo, e in quella dell'agnellino un amaro sconforto.
Dopo questa ermenutica da 4 soldi, passiamo al resto. Cioè a niente. Qua Pasqua regolare, super pranzo con gli amici (più o meno) dell'anno scorso, di cui buona parte era stata presente anche allo scorso giorno del ringraziamento. Ho mangiato, ma devo dire meno di altre volte. Il format è lo stesso, a cui mi sono quasi abituato. In fondo non è malvagio. Ritrovo alle 3pm. Mi presento ovviamente avendo fatto solo una leggera colazione. Pronto per un pranzo che fa anche da cena. Tanto è come a Natale, dopo il pranzo, chi cena!?
Il vero peccato è che domani si lavora (La Pasquetta qua fa un pò la fine dell'agnello in Italia - a proposito, ma Napolitano ha fatto il Presidential Pardon? Vedi qui), e quindi non ci si può lasciare andare più di tanto.
Domani presento il secondo dei quattro saggi per il corso di cinema. Intanto in settimana mi aspetta una presentazione in classe sulla struttura dell' "innamorato", ma, a parte la lingua inglese, non dovrebbe essere troppo tosta. E poi (se come spero non ci sarà lezione) tutti nell'aula col proiettore a vedere Psv Eindoven - Fiorentina!
Per il resto nessun'altra novità. I corsi per il prossimo semestre sembrano tutti pianificati, e il mio piano X procede, lento ma inesorabile...
Pubblicato da
Metello
alle
2:07 AM
1 commenti
Etichette: U.S.A
giovedì, marzo 13, 2008
Puerco Escondido
Saluti a tutti. Qua tutto bene, devo essere breve. Montezuma non si e'ancora impadronito di me, ne'di nessun altro della truppa. Ha ancora due giorni. Domani e' l'ultimo giorno, alle 6 30 abbiamo un autobus notturno (13 ore) che ci riportera' a Citta' del messico, da dove prenderemo l'aereo. Puerto Escondido vale la pena, purtroppo abbiamo avuto poco tempo. Devo dire che tutto il Messico vale la pena, ma e' molto grande, e bisogna avere un po' di tempo per visitarlo. Puerto e'turistica, ma potrebbe essere molto peggio di come e'. Il mare e' bello ma molto mosso. Ci sono diverse spiagge. Il sole e' impressionante. Caldo e potente. Se fai il fighetto senza crema sei fregato. Oggi abbiamo avuto due dei pochi (purtroppo) contatti locali. E'un po' il lato scomodo dell'essere in quattro. Pazienza. Ho saputo della rocambolesca vittoria della fiorentina. Prendiamo il lato positivo. Un abbraccio a tutti, a presto.
Pubblicato da
Metello
alle
4:02 AM
2
commenti
sabato, marzo 08, 2008
Mexico City
Saluti a tutti da quel di Mexico City. Ho solo 5 minuti, perche' siamo in attesa di andare alla stazione degli autobus per Puebla. Per ora tutto regolare, Montezuma non mi ha ancora conquistato. La citta' e' bella, ma un delirio. E' una specie di Dar es salaam, ma abbastanza meglio. Tuttavia, girare quando fa buio mi e' parso abbastanza allucinante. In compenso ci sarebbero un sacco di cose da fare, ed e' un peccato non aver piu' tempo. Ieri mi sono fatto una mangiata spettacolare, e spero che sia solo l'inizio. Oggi abbiamo visto delle rovine azteche, molto belle. I messicani sono molto gentili. Speriamo che non attentino ai nostri intestini di qui alla fine, ma sono ottimista. Alla prossima.
Pubblicato da
Metello
alle
11:45 PM
1 commenti
lunedì, marzo 03, 2008
venerdì, febbraio 29, 2008
Se Dio v'ole, tra una settimana si fa come il Baglioni...
Pubblicato da
Metello
alle
11:20 PM
0
commenti
mercoledì, febbraio 20, 2008
Ultime nuove dal paese dei giocattoli
In realtà il titolo è ironico, perchè di novità ce ne sono veramente poche. E' passato quasi un mese da quando ho scritto l'ultima volta, il semestre si è fatto sotto, e purtroppo il peggio deve ancora venire. Eppure vengo da una settimana piuttosto rognosa, che un assaggino me lo ha già dato. Tutto quello che poteva succedere è successo: 1) Marilena si è ammalata (L'untore è riuscito a passare l'oceano) 2) I miei simpatici vicini di casa mi hanno buttato giù dal letto con la loro musica di m... alle 5 di mattina per due volte 3) Mi si è accavallato un muscoletto della schiena 4) I sottotitoli di un film che dovevo vedere erano completamente sballati 5) ho avuto un attacchino timido di diarrea (sarà mica dovuto al giramento orbitale dei pianeti?) In mezzo a tante gioie ho infornato il primo saggio su "Ottobre" di Eisenstein. Questo per il corso di storia e cinema, molto interessante, tenuto da una pazza scatenata, ma molto in gamba. Devo vedere un film ogni settimana e scriverci sopra una pagina di impressioni; poi da una lista di film "secondari" ne scelgo uno e a certe scadenze devo scriverci sopra dei saggi. Tornando a cosa più terra terra. In questo mese, a parte lo studio, non è che sia successo poi molto. Unico avvenimento di vita americana la partita molto sentita tra Unc e Duke, di cui avevo parlato anche l'anno scorso. La cosa che mi ha stupito è stata che anche sui pannelli elettronici degli autobus urbani si vede la scritta "Beat Duke!", ed ho sognato la stessa cosa a Firenze, per la partita della Juve, un bel cubitale "Juve Merda!". Altra chiccha: dopo un anno ho forato la ruota della bici. Ho dei copertoni indecenti, così ho deciso di approfittarne per sostituirlo. Lo compro. Provo a metterlo e non ci riesco. Mi chiedo se sono diventato cretino tutto insieme (e mi rispondo che forse si). Chiamo un mio amico americano appassionato di bici e cosa scopro? In America c'è una vecchia misura, che esiste ancora nelle bici un pò più vecchie, leggermente più grande (credo) della 28'...roba da pazzi. Oltre a questo, essendo molto telegrafici, direi: - Abbiamo comprato il biglietto per andare in Messico, saremo in quattro, io Marilena e altre due insegnanti spagnole: partenza il 7 marzo, ritorno il 14. Speriamo stavolta di non aver problemi con l'aereo come l'anno scorso, o stavolta torniamo a nuoto. - Saldo finale per i 7 punti di sutura: 377$. Il totale è composto dal conto che ho pagato all'ospedale, e il conto (distinto) che ho pagato al medico che mi ha suturato, il tutto suddiviso in un pratico elenco (visita, cucitura, etc.). God bless America. - Sembra che abbia l'argomento per la tesi. Il titolo preciso ancora non c'è, ma sarà su Pasolini (salvo ripensamenti). - Forse ho trovato un'opportunità per cambiare casa a maggio. Ci sono ancora alcune variabili che si devono assestare, poi vedremo. Se l'opportunità c'è, penso che non mi farò sfuggire il treno. - Per divertimento mi sono messo a tradurre dall'italiano all'inglese per un sito di notizie sportive. Avrei preferito dall'inglese all'italiano, ma anche così sono sicuro che migliorerò il mio inglese (oltre che divertirmi). Unico neo: dubito che il vocabolario specifico del gergo calcistico mi sarà mai veramente utile (Anche perchè spesso è british english). Con questo, visto che sono le 00:10 e ho finito di studiare, vi saluto e vi dò la buona notte. Godetevi questo filmatino...che mi ricorda uno dei film che ho visto per il corso di cinema...
Pubblicato da
Metello
alle
5:47 AM
4
commenti
Etichette: U.S.A
martedì, gennaio 22, 2008
Cade e si fa male©
La strada e' ghiacciata, e di brutto anche. Fu cosi' che stamani, mentre eroicamente mi recavo all'universita', ho dato di barta (termine tecnico) dalla bici e baciato il suolo. CAZZO (altro termine tecnico). For god's sake non mi sono fatto niente, a parte rompere due guanti di lana (si perche', visto il freddo, porto due paia uno sopra l'altro). Per fortuna li avevo pagati poco poco.
Pubblicato da
Metello
alle
6:24 PM
7
commenti
Martin Luther King Day, ovvero come non fare un cazzo e sfruttare il finesettimana lungo
Signore e signori, oggi negli Stati Uniti si celebra il MLK o Martin Luther King day. Ecco perchè sabato scorso alle 6 25 io e Marilena abbiamo preso l'aereo e siamo volati a Washington D.C. Due giorni e mezzo, sabato, domenica e stamani mattina. E' uno dei due finesettimana lunghi che ci sono per il semestre di primavera nella calvinista America: l'altro finesettimana è Pasqua :-) Così, mentre già cominciano ad emergere timidi progetti per Spring Break (quasi 10 gg), eccoci a Washington. La capitale degli Stati Uniti è decisamente una bella città. Non enorme, con un'ottima metropolitana e prezzi cari, ma non carissimi considerato che si tratta della capitale. E' una città ricca di locali, ristoranti etnici, monumenti, edifici e musei. La casabianca fa il suo effetto, lo stesso vale per l'obelisco gigantesco. Purtroppo in tutta la città domina un pò troppo la predisposizione al colonnato greco, un pò troppo compulsiva, ma in generale è carina. Devo dire che i musei sono assolutamente il fiore all'occhiello di questo luogo. Dieci o più musei gratis, tutti condensati in una zona vicino al campidoglio, tra cui la National Gallery. A differenza che New York, città bellissima ma invivibile per una vita, Washington dà l'idea di essere decisamente più abbordabile. Peccato per i -10° di ieri, che uniti al vento hanno reso la gita un pò freddina...adesso però ho qualcosa da raccontare ai nipoti o agli amici mentre svalvolo ubriaco al bancone di un bar. Il freddo ha sferzato un pò tutta l'America del nord-est, tant'è che qua a Chapel Hill ha nevicato, timidamente ma ha nevicato, ed ora che è notte sono -5°. Altre cose da segnalare: ho aperto i taralli, accompagnati da ottimo sott'olio calabrese, denominato "fuoco calabrese" (attendo responso di domani dalle mie emorroidi). Marilena dovrebbe aver trovato non uno, ma due lavori, uno da Nanny (o Babysitter che dirsivoglia) e uno da insegnate di italiano, il tutto dopo avere iniziato a frequentare la scuola di inglese (lezioni dal lunedì al venerdì, grammatica, pronuncia, scrittura/lettura). Chi vivrà vedrà...
Pubblicato da
Metello
alle
3:31 AM
0
commenti
mercoledì, gennaio 09, 2008
Il ritorno
Il rientro alla Collina (Chapel Hill) è stato completato: io sono arrivato due giorni fa, Marilena ieri. Il mio volo è andato tutto regolare, tutto in orario, e... udite udite, le valigie pieno di cibo sono passate indenni dai controlli doganali. Non sono stato neanche fermato e le varie vettovaglie che mi aiuteranno a non sentir nostalgia di casa sono già state messe in sicurezza a casa. Una menzione d'onore a questo punto va fatta alla mia giacca. Come temuto, il personale dell'aereoporto di Firenze mi ha rotto i coglioni sul peso delle valigie, nonostante la tara della bilancia fosse chiaramente sballata. Essendo solo e non potendo lasciare qualcosa per alleggerire a qualcuno, ho imboscato 3 chili di roba tra libri e caffè nello spazio tra giacca interna ed esterna. Superata la prova della bilancia ho infilato tutto nel bagaglio a mano e via. Anche il volo di Marilena tutto regolare; a lei hanno controllato il bagaglio a New York, ma non ci sono stati problemi. Intanto io ho già iniziato le lezioni, oggi alle 2 quella che insegnavo, mentre domani mi aspettano i due corsi di italiano. Lunedì, con grande gioia, mi aspettano circa 140 pagine in inglese per il corso di cinema. Qua tutto regolare, casa, università. Il viaggio è stato strano, e come molti sanno non partivo molto contento, sospeso nel limbo atemporale e aspaziale di aereoporti e 12 ore di volo complessive. L'arrivo solitario della prima sera a casa mi ha fatto un pò tristezza, come se quell'appartamento non mi appartenesse. Boh. Invece il giorno dopo all'università è stato tutto più solare. Saranno stati i 20 gradi (che ci sono anche oggi: sono in maniche corte), o il rivedere tanti amici dopo un pò di tempo, con la freschezza e la voglia di vedersi e di stare insieme che un pò di distanza a volte fa venire. O più banalmente l'idea che 6 ore più tardi arrivava Marilena. E' stato un pò come se fossi saltato dal vuoto aereoportuale a una cornice di cui comunque conoscevo i contorni.
Pubblicato da
Metello
alle
11:18 PM
1 commenti
lunedì, novembre 26, 2007
Thanksgiving with yours...
Giovedì scorso è stato il giorno del ringraziamento e siamo stati ospiti di uno studente, originario del New Jersey (credo) ma studente qua in Nord Carolina. Come tradizione pretende, ci siamo mangiati un bel pò di tacchino e ingozzati ben bene. Ottimo anticipo dell'imminente pranzo natalizio: gli americani ne sanno una più di Belzebù. Venerdì bis di cui sopra a casa di un'altra amica. Penso di essere ingrassato 2 o 3 chili. Il thanksgiving è una festa molto grande e importante, equiparabile al natale, tanto è vero che spesso qua si dividono equamente le feste tra famiglie. Thanksgiving con la famiglia del padre e Natale con quella della madre, insomma, Christmas with yours&Thanksgiving with yours too. Sebbene i lavoratori comuni non beneficino di poi molta vacanza, gli studenti (e quindi anche io) hanno avuto dal mercoledì alla domenica di buona uscita, immagino per dare loro il tempo di raggiungere le famiglie. Infatti, viene calcolato che per thanksgiving il traffico in tutti gli Stati Uniti raggiunge il picco più alto. La tradizione vuole anche che dopo il super pranzo/cena si collassi di fronte alla tv a vedere le partite di football americano, che praticamente si susseguono ininterrottamente dalla mattina. E' evidente che i giocatori non ringraziano. Venerdì ho fatto una scoperta meravigliosa. Fin dai tempi di Washington, il presidente degli Stati Uniti "perdona" un tacchino per questa festa, che grazie a questo presidential pardon viene graziato e spedire a morire di vecchiaia in Virgina, in un parco per bambini, ma in passato è stato anche mandato a spassarsela a Disney World. Per maggiori approfondimenti consiglio di guardare qui e per il filmato ufficiale della casa bianca di quest'anno qui Che dire...auspico che Napolitano possa fare la stessa cosa con il nostro agnello pasquale...
Pubblicato da
Metello
alle
3:51 AM
36
commenti
Etichette: U.S.A
mercoledì, novembre 21, 2007
Incontro-Scontro con la sanità americana
Premessa: stento a capire molte cose del sistema sanitario statunitense, ergo, alcune delle cose che dico potrebbero essere delle cazzate, come del resto molte altre in questo blog. Tornando al mio simpatico incontro con l'ospedale di Chapel Hill, ho pensato di dover raccontare ancora altre due o tre cosette interessanti. Partiamo dalla testata: rialzato non mi sono assolutamente reso conto di quello che era successo, e mi sono quasi arrabbiato perchè volevo continuare a giocare, invece mi hanno obbligato ad andare a farmi dare una prima assistenza all'infermeria del dipartimento sportivo. L'infermierina che mi ha visto, appena scoperta la ferita, ha esclamato piena di soddisfazione "uh uh, this is a good one!", inutile nascondere la mia soddisfazione e il mio orgoglio di tanta beltà tradotta in sbrego. Ancora rintronato dalla botta, che effettivamente è stata notevole, sono andato in macchina col mio partner di testata (sua madre ha ricevuto parecchi complimenti da parte mia - gentilissimo eh, ci mancherebbe, però veramente un cignale) al pronto soccorso. Appena arrivati, dopo aver spiegato cos'era successo, prima chicca: per entrare nella sala d'aspetto bisogna consegnare borse e giacche a un poliziotto e poi passare per un metal detector. Il controllo non è una formalità, per niente. Dopo una prima attesa, sono entrato in una stanzetta per alcuni controlli di rito, temperatura, pressione, descrizione di quello che è successo. Nella seconda stanzetta, di fronte a un tipo in cravatta che chiaramente non era un medico, ho dato le mie generalità, compreso il social security number, che è una specie di codice fiscale molto più importante che in Italia e il numero di assicurazione che al momento non avevo con me. Ho capito che mi trovavo praticamente di fronte a un cassiere e che quello è il momento in cui l'ospedale ti mette a pi greco mezzi, prendendo le tue informazioni e facendoti firmare dei moduli, attraverso i quali ti faranno il culetto se non paghi. Nuova attesa di 15 minuti circa, dopodichè sono entrato al pronto soccorso vero e proprio. Mi hanno messo in una stanzetta delimitata da tendine colorate (con televisore, così se ti annoi mentre aspetti...) e aspettato, seppur a intervalli, un sacco di tempo. In ordine ho incontrato: dottore 1, Brian, che mi ha detto che sembrava un'abrasione, e che forse non servivano i punti 2. Infermiera 1, che ha controllato la ferita, si è riaperta e mi ha sbrodolato simpaticamente di sangue (mio, ma pur sempre sbrodolato). 3. Infermiere 2, che mi ha ripulito la ferita con una siringa ad acqua. 4. Dottore 2, che mi ha guardato, ha chiesto se ero italiano, se ero di Firenze, cosa ci facevo a Chapel Hill, e come mi ero fatto male 5. Dottore 1 - Brian, che mi ha cucito la ferita dicendo un sacco di cazzate. Carino e bravo eh, ci mancherebbe, ma una fonte ininterrotta di stronzate, tra le quali: "non saresti contento se il tuo amico non avesse anche lui i punti?" "In Italia i medici guagnano poco" "Hai i capelli lunghi...è così che conquisti le ragazze? Beh certo non verrai a dirlo a un americano.." cosa alla quale ho risposto chiaramente di no. Anche se forse la cosa più divertente è stata, dopo che sentiva che rispondevo solo uhmmm...si...o no, "Sei sicuro di capire quello che dico?" -"non molto". Alla fine ho anche incontrato l'infermiere n°3. Nei vari intervalli mi chiedevo come mai vedevo tanta gente, poi ricordandomi quello che mi aveva raccontato un'amica che aveva avuto un incidente qua, ho capito che li vedevo perchè così li dovrò pagare. Del resto il "patient handbook" (All'ultima pagina, chissà perchè. Almeno non è a caratteri piccoli) dell'ospedale parla chiaro:"If your doctor has asked other doctors to assist in your care, their charges will appear on the same bill. Also, there may be charges from doctors you never see or meet, such as the radiologists who interpret X-Rays". La chiccha finale. Ho scoperto che la mia assicurazione ogni volta che mi presento al pronto soccorso mi farà pagare 100$, a meno che non sia un urgenza. Da quanto mi è parsodi capire parlando qua e là, sei urgente quando sei in pericolo di vita. A questi 100$ (che sono un prezzo fisso per tutte le assicurazioni, anche se il prezzo varia), bisogna aggiungere il 20% del totale (l'assicurazione paga l'80%). Non appena mi arriva il conto vi farò sapere, ma di sicuro per la testata di un ******* dovrò pagare parecchi soldi. Non oso pensare i risvolti di questo sistema per buona parte della popolazione che non può permettersi il "lusso" di essere curata. Mi chiedo: che differenza c'è tra gli Stati Uniti e la Tanzania sotto questo punto di vista? In Tanzania se succede qualcosa paghi tutto, medicine e dottori. Qua, con alcune differenze, il concetto è lo stesso. E allora che differenza c'è tra un paese del terzo mondo e quella degli U.S.A? Il punto è che qua la sanità è una torta da cui devono mangiare in molti: assicurazioni, ospedali, medici (il conto dell'ospedale e quello dei dottori sono divisi!), infermieri, case farmaceutiche. Un esempio su tutti. Su un foglio che mi hanno dato si dice: "Laceration - A laceration is a cut [...] The goal of emergency treatment is to clean the wound and close it to prevent infection, control bleeding and speed healing [...] If you do not like the way the scar looks after six months, a plastic surgeon may be able to perform a scar revision". In soldoni, una semplice suturazione ala buona permette di mangiare alle case farmaceutiche (al supermercato ho visto almeno 6 (dico, 6!) prodotti anti cicatrice, una roba mai vista in Italia, neanche in farmacia) e ai chirurghi plastici, che di sicuro non ne hanno troppa necessità. Non dico che facciano le cose male apposta, certo il dubbio un pò lo insinuano... A vedere il risultato a me tutto sommato dovrebbe essere andata bene, visto che mi hanno tolto (ieri) i sette punti dall'ospedale per gli studenti (dove sono coperto al 100%), ma sarà sempre così? La morale della favola è: l'America non è un luogo saggio dove invecchiare. Dulcis in fundo: se avete avuto la pazienza di leggere fino a qui meritate un premio: il blog di Marilena http://lacartolina.wordpress.com Lo faranno il giuramento di Ippocrate? "Consapevole dell' importanza e della solennità dell' atto che compio e dell' impegno che assumo, giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell' uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione; di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità professionale ed alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell' esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione. Di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; di prestare assistenza d' urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell'Autorità competente; di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto; di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell' esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; di astenermi dall' "accanimento" diagnostico e terapeutico."
Pubblicato da
Metello
alle
1:29 AM
3
commenti
lunedì, novembre 19, 2007
1 nuova=cattiva nuova
Mentre aspetto Marilena in ufficio ne approfitto per raccontare l'ultima chicca in ordine temporale. Con piu' tempo e documentazione allarghero' il post con una bellissima foto da padrino. Per farla breve: giovedi' scorso, torneo interno di calcio, squadra mista. Rimessa laterale verso il centro dell'area di rigore che il nostro strenuamente difendeva. Stacco di testa alla Cannavaro e palla deviata fuori dal pericolo...ma... il cinghiale di turno salta alla mia sinistra, in netto ritardo perche' dopo che io ho gia' toccato la palla mi rifila una testata alla sinistra del sopracciglio sinistro con la parte alta della testa, rovino a terra urlando per il dolore. Risultato: 8 punti di sutura, parecchi dubbi proferiti sulla moralita' della mamma del simpatico Zidane di turno, parecchie madonne. Seguira' simpatico racconto sulla sanita' americana, che merita di essere narrato, tanto per capire concretamente, e non filosoficamente parlando, un problema colossale di questo paese.
Pubblicato da
Metello
alle
7:05 PM
1 commenti
mercoledì, novembre 14, 2007
Nessuna nuova buona nuova
Cari tutti,
le cose procedono bene. Come alcuni sanno non sono più solo, il che ovviamente mi fa immensamente piacere. Ho fatto buona parte del lavoro nella prima parte del semestre, e ultimamente sono più rilassato e ho un pò più tempo. Purtroppo per poco, perchè alla fine del semestre manca meno di un mese, e tra poco scatterà la consegna dei saggi finali. Prosegue il processo di ambientamento alla didattica americana, tra alti e bassi direi, e il prossimo semestre l'asticella sarà sicuramente più alta, visto il terzo corso che ho deciso (mio malgrado) di prendere.
In generale non posso davvero lamentarmi, almeno per ora, più avanti ne riparleremo. Intanto siamo con Halloween alle spalle (mi sono vestito da cavernicolo, ma nonostante la mia dignità sia all'altezza della tavoletta sto facendo sforzi inumani per non farla scivolare dentro, ergo, scordatevi la foto), e con Thanksgiving in arrivo per la prossima settimana, quando ci aspetteranno almeno due pranzi di tacchino dalle dimensioni inimmaginabili. I tacchini surgelati (interi) sono già negli scaffali dei supermercati, e io non vedo l'ora che sia il giorno del ringraziamento, un pò per la vacanza, soprattutto per la curiosità di vedere questo aspetto della cultura americana che non ho vissuto lo scorso anno perchè non ero qua.
Nell'attesa, spero meno lunga, del prossimo post, vi lascio con una foto significativa...Per par condicio devo sottopormi anch'io alla pubblica gogna...
Pubblicato da
Metello
alle
8:34 PM
0
commenti
sabato, ottobre 27, 2007
Piove? Piove!
Finalmente è arrivato il fatidico venerdì, dopo una settimana fatta un pò in apnea, visto che al mio arrivo da New York, domenica scorsa, ho dovuto fare un bel pò di arretrati (lavoro, casa, studio,e tc.). Un venerdì per la verità un pò atipico, infatti, è mercoledì che piove quasi senza sosta, così oggi è saltata la quasi tradizionale partita di calcio. Peccato, lunedì c'è la prossima partita del torneo interno, e se non riprendiamo 4 ceffoni un'altra volta va anche meglio. Poi c'è l'happy hour, che a grande richiesta (ma di chi poi!?) è stato messo alle 5 anzichè alle 21 30, ed io non vado di certo a bere alle 5 30, per poi starci tutto il resto della serata. Così sono a casa, dopo un pomeriggio di "relax" a pulire, mentre il sugo congelato (Dio benedica chi ha inventato il congelatore) sfrigola, e l'unica pasta decente di queste parti, la De Cecco, si cuoce... A proposito di pioggia. Lo stato del North Carolina ha dichiarato qualche settimana fa lo stato di calamità per siccità, stato reiterato e peggiorato circa una settimana fa: questi tre giorni dovrebbero avere in parte mitigato il problema, ma ciò che mi ha colpito è stata la reazione pressochè instantanea dell'università, che
The University has expanded its water conservation measures and: --Turned off all ornamental fountains. --Discontinued vehicle washing at the service station. --Discontinued water use for cleaning of streets and pathways. --Eliminated spray irrigation with potable water. --Eliminated spray irrigation for landscaping and lawns. --Reduced Grounds potable water consumption by 98%. --Reduced water quantities to minimum amount needed to sustain plantings, with hand watering by non-potable sources wherever feasible. --Delayed new plantings. --Ordered dual-flush toilet valves for all the buildings surrounding Polk Place and McCorkle Place. --Ordered dual-flush valves and waterfree urinal at the Tomkins Chilled Water Operations Center. --Will recover foundation drain water from the new Genetic Medicine Building for use in South Chiller Plant cooling towers.2. ha mandato una mail a tutti, studenti, impiegati, professori, etc., intimando un uso più consapevole dell'acqua potabile.
Your actions make a difference. --Keep showers short. Limit showers to four minutes or less. Use shower heads with on/off valve and turn off water while soaping up or lathering. Turn water on to get wet and to rinse off. --Use the lowest volume needed to flush toilets. --Do not leave water running while brushing teeth or shaving. --Do not leave water running while washing dishes or laboratory items. --Run dishwasher and clothes washer with full loads, or reduce water setting, if smaller loads must be run. --Store water in the refrigerator instead of running tap water until it's cold. --Reuse dish and shower water to water plants. --Use the garbage can instead of the garbage disposal. --Don't discard trash in the toilet. Use the garbage can for garbage. --Use dry clean up methods where possible. --Use water wisely.Il fatto che siano citate alcune cose, mi fa pensare (ma sperare di no) che siano piuttosto comuni , come il tenere il rubinetto aperto per avere acqua fresca, usare massicciamente il garbage disposal (vedi post precedenti), buttare 'amonnezza nel cesso. Sui pieni carichi di lavatrici e lavastoviglie non mi pronuncio, visto che anche in Italia non siamo particolarmente bravi sotto questo punto di vista. Dulcis in fundo...visto che vi ho tediato fino ad adesso...un video che a qualcuno piacerà...
Pubblicato da
Metello
alle
2:51 AM
7
commenti
mercoledì, ottobre 24, 2007
Dimenticavo!
E con questo siamo a 2. E vaffanculo alle male lingue.
Pubblicato da
Metello
alle
5:25 AM
2
commenti
Italian kid in New York
Perdonerete la mia assenza (non avete scelta), ma non riesco a trovare molto tempo per scrivere. Qui la vita è dolorosamente divisa in due sfere senza punti di contatto: quella del lavoro (studio, insegnamento) e quella dello svago (uscite serali, in special modo quella del venerdì,partite di calcio). Tempo libero che non sia puro svago, ma una specie di piacevole via di mezzo, è veramente difficile da trovare. Con questo stato d'animo portato all'eccesso, visto che la settimana della partenza mi sono ritrovato a fare un esame lunedì, una pesentazione martedì (Sul partigiano Johnny) e un altro esame mercoledì, mi sono ritrovato da un lato abbastanza stanco e stressato, dall'altro quasi incredulo al mercoledì pomeriggio, quando mi trovavo davanti solo la maratona di birra serale e la partenza del giorno dopo. Ho viaggiato con una specie di Lowcost americana, si chiama JetBlue, e devo dire che mi ha piacevolmente impressionato. Economica, danno da bere e qualche schifezza da sgranocchiare, sedili con molto spazio per le gambe, televisore davanti ad ogni sedile. Praticamente meglio degli airbus dela lufthansa per la traversata oceanica U.S - E.U. Già dall'arrivo ho capito che NY è grande, tanto grande. Dall'aereoporto all'ostello, tra treno e metro, è partita un'ora. L'ostello abbastanza grezzo, con padrona chiaramente non americana (almeno non di nascita) che ospitava praticamente in casa. Ospitale, economico (considerata NY), ma non troppo lindo e abbastanza caotico, frequentato da una fauna grezzacchiotta, anche peggio di me (il che è tutto dire). I fumi dell'ingresso in camera garantivano un accesso al mistico relativamente facile, il caos regnava sovrano. Anche la zona, all'interno di Brooklin (un quartierino di 2,6 milioni di persone: tipo rifredi per intenderci!), era un discreto ghettino. Penso di non averci mai visto un bianco: non che sia un problema, ma fa effetto! Quanto alla città che dire, bellissima! Viva, in una maniera incredibile. C'è una quantità di gente che cammina per strada che è semplicemente inimmaginabile, si fa fatica a camminare. Broadway è un tripudio di colori, e poi ci sono un sacco di negozi, cosa non troppo comune in america, neanche in città come San Francisco o Boston. Come preannunciato immensa, che a me in generale non piace tanto, specialmente quando si trattava di tornare a casa la sera, ma in cui si trova di tutto: un esempio? la sera siamo stati a un bar dove abbiamo giocato a bocce! Con pista e tutto. Principalmente le cose che abbiamo fatto sono state: MOMA museum, notevolissimo, con quadri di Serat, Cezanne, Picasso, Warhol. Metropolitan Museum: ero troppo stanco per godermelo, ma grandissimo e pieno di roba, si dice anche una notevole parte sugli egizi, ma era chiusa. Central park. Bello, ma pur sempre un parco, ergo, niente di eclatante. Un giro in barca, da cui ho visto Ellis Island (la porta d'oro degli immigrati), la statua della libertà (molto più piccola di quello che ci si immagina!), i ponti di manhattan e brooklin (bello, ma il golden gate è un'altra storia) e il distretto finanziario, che è veramente notevole. Chicca delle chicche: salita all'empire state building. Vale veramente la pena. Il distretto finanziario visto dall'86 piano, di notte, è bellissimo. L'impressione generale è che NY è come ti aspetti, cosa già di per sè difficile, e anche di più, cioè, ti stupisce ancora più di quanto penseresti. Ci sono tantissime cose da fare e da vedere, e una visita nn può certo bastare. Solo per citare alcune delle cose che non abbiamo visto: museo sugli indiani d'america, chinatown, little italy, ground zero, un musical a Broadway... Intanto però la vita qua è ricominciata col solito tran tran...lezioni da insegnare, da ricevere, cose da fare, etc. etc. Ieri è cominciato il torneo interno (a 8 su campo sintetico) di calcio. Grande delusione: sconfitta per 4-1, partita da parte nostra inguardabile e vergognosa da parte mia. Uff. Speriamo che il Recreativo di ROML (romance languages) si riscatti alla prossima, sennò i playoff ce li scordiamo (ma non ho molte speranze...il campo è grande, e secondo me gli studenti si dopano, cazzo ieri correvano come dei dannati!)
Pubblicato da
Metello
alle
4:59 AM
0
commenti
lunedì, ottobre 22, 2007
New York, New York!
Signori, sono tornato questa mattina da New York. Purtroppo non ho avuto tempo nè prima di partire nè oggi di scrivere due righe: spero di riuscire a farlo domani. Breve anteprima: è una città eccezionale! Vale veramente una visita.
Pubblicato da
Metello
alle
5:26 AM
3
commenti
martedì, ottobre 09, 2007
E' maiala
La situazione. Scrivo più per far presente che sono ancora vivo che altro. Non è che abbia molto da raccontare, a parte il fatto che vivacchio, senza fare con troppa passione quello che devo fare (Oddio, i corsi che insegno vanno decisamente bene), e che ho il lavoro fino alle orecchie. Devo correggere 41 composizioni, 22 quiz, finire di leggere per due classi, finire una presentazione entro domani. Lunedì prossimo ho un esame scritto di teoria sull'acquisizione della lingua seconda, martedì una presentazione su Fenoglio, mercoledì un esame scritto di pratica, sempre sull'acquisizione della bla bla bla. A quel punto se dio v'ole parto per New York e chi s'è visto s'è visto. Il clima è uno spettacolo. Sono ancora in maniche corte e ogni tanto a casa devo accendere l'aria condizionata; ed è il 9 ottobre, incredibile. Ieri sera ho fatto il mio esordio al cinema di Chapel Hill per vedere "Across the universe". Valido.
Pubblicato da
Metello
alle
5:55 AM
0
commenti
