Finalmente è arrivato il fatidico venerdì, dopo una settimana fatta un pò in apnea, visto che al mio arrivo da New York, domenica scorsa, ho dovuto fare un bel pò di arretrati (lavoro, casa, studio,e tc.). Un venerdì per la verità un pò atipico, infatti, è mercoledì che piove quasi senza sosta, così oggi è saltata la quasi tradizionale partita di calcio. Peccato, lunedì c'è la prossima partita del torneo interno, e se non riprendiamo 4 ceffoni un'altra volta va anche meglio. Poi c'è l'happy hour, che a grande richiesta (ma di chi poi!?) è stato messo alle 5 anzichè alle 21 30, ed io non vado di certo a bere alle 5 30, per poi starci tutto il resto della serata.
Così sono a casa, dopo un pomeriggio di "relax" a pulire, mentre il sugo congelato (Dio benedica chi ha inventato il congelatore) sfrigola, e l'unica pasta decente di queste parti, la De Cecco, si cuoce...
A proposito di pioggia. Lo stato del North Carolina ha dichiarato qualche settimana fa lo stato di calamità per siccità, stato reiterato e peggiorato circa una settimana fa: questi tre giorni dovrebbero avere in parte mitigato il problema, ma ciò che mi ha colpito è stata la reazione pressochè instantanea dell'università, che
The University has expanded its water conservation measures and:
--Turned off all ornamental fountains.
--Discontinued vehicle washing at the service station.
--Discontinued water use for cleaning of streets and pathways.
--Eliminated spray irrigation with potable water.
--Eliminated spray irrigation for landscaping and lawns.
--Reduced Grounds potable water consumption by 98%.
--Reduced water quantities to minimum amount needed to sustain
plantings, with hand watering by non-potable sources wherever feasible.
--Delayed new plantings.
--Ordered dual-flush toilet valves for all the buildings surrounding
Polk Place and McCorkle Place.
--Ordered dual-flush valves and waterfree urinal at the Tomkins Chilled
Water Operations Center.
--Will recover foundation drain water from the new Genetic Medicine
Building for use in South Chiller Plant cooling towers.
2. ha mandato una mail a tutti, studenti, impiegati, professori, etc., intimando un uso più consapevole dell'acqua potabile.
Your actions make a difference.
--Keep showers short. Limit showers to four minutes or less. Use
shower heads with on/off valve and turn off water while soaping up or
lathering. Turn water on to get wet and to rinse off.
--Use the lowest volume needed to flush toilets.
--Do not leave water running while brushing teeth or shaving.
--Do not leave water running while washing dishes or laboratory items.
--Run dishwasher and clothes washer with full loads, or reduce water
setting, if smaller loads must be run.
--Store water in the refrigerator instead of running tap water until
it's cold.
--Reuse dish and shower water to water plants.
--Use the garbage can instead of the garbage disposal.
--Don't discard trash in the toilet. Use the garbage can for garbage.
--Use dry clean up methods where possible.
--Use water wisely.
Il fatto che siano citate alcune cose, mi fa pensare (ma sperare di no) che siano piuttosto comuni
, come il tenere il rubinetto aperto per avere acqua fresca, usare massicciamente il garbage disposal (vedi post precedenti), buttare 'amonnezza nel cesso. Sui pieni carichi di lavatrici e lavastoviglie non mi pronuncio, visto che anche in Italia non siamo particolarmente bravi sotto questo punto di vista.
Dulcis in fundo...visto che vi ho tediato fino ad adesso...un video che a qualcuno piacerà...
Perdonerete la mia assenza (non avete scelta), ma non riesco a trovare molto tempo per scrivere. Qui la vita è dolorosamente divisa in due sfere senza punti di contatto: quella del lavoro (studio, insegnamento) e quella dello svago (uscite serali, in special modo quella del venerdì,partite di calcio). Tempo libero che non sia puro svago, ma una specie di piacevole via di mezzo, è veramente difficile da trovare.
Con questo stato d'animo portato all'eccesso, visto che la settimana della partenza mi sono ritrovato a fare un esame lunedì, una pesentazione martedì (Sul partigiano Johnny) e un altro esame mercoledì, mi sono ritrovato da un lato abbastanza stanco e stressato, dall'altro quasi incredulo al mercoledì pomeriggio, quando mi trovavo davanti solo la maratona di birra serale e la partenza del giorno dopo.
Ho viaggiato con una specie di Lowcost americana, si chiama JetBlue, e devo dire che mi ha piacevolmente impressionato. Economica, danno da bere e qualche schifezza da sgranocchiare, sedili con molto spazio per le gambe, televisore davanti ad ogni sedile. Praticamente meglio degli airbus dela lufthansa per la traversata oceanica U.S - E.U.
Già dall'arrivo ho capito che NY è grande, tanto grande. Dall'aereoporto all'ostello, tra treno e metro, è partita un'ora. L'ostello abbastanza grezzo, con padrona chiaramente non americana (almeno non di nascita) che ospitava praticamente in casa. Ospitale, economico (considerata NY), ma non troppo lindo e abbastanza caotico, frequentato da una fauna grezzacchiotta, anche peggio di me (il che è tutto dire). I fumi dell'ingresso in camera garantivano un accesso al mistico relativamente facile, il caos regnava sovrano. Anche la zona, all'interno di Brooklin (un quartierino di 2,6 milioni di persone: tipo rifredi per intenderci!), era un discreto ghettino. Penso di non averci mai visto un bianco: non che sia un problema, ma fa effetto!
Quanto alla città che dire, bellissima! Viva, in una maniera incredibile. C'è una quantità di gente che cammina per strada che è semplicemente inimmaginabile, si fa fatica a camminare. Broadway è un tripudio di colori, e poi ci sono un sacco di negozi, cosa non troppo comune in america, neanche in città come San Francisco o Boston. Come preannunciato immensa, che a me in generale non piace tanto, specialmente quando si trattava di tornare a casa la sera, ma in cui si trova di tutto: un esempio? la sera siamo stati a un bar dove abbiamo giocato a bocce! Con pista e tutto.
Principalmente le cose che abbiamo fatto sono state: MOMA museum, notevolissimo, con quadri di Serat, Cezanne, Picasso, Warhol. Metropolitan Museum: ero troppo stanco per godermelo, ma grandissimo e pieno di roba, si dice anche una notevole parte sugli egizi, ma era chiusa. Central park. Bello, ma pur sempre un parco, ergo, niente di eclatante. Un giro in barca, da cui ho visto Ellis Island (la porta d'oro degli immigrati), la statua della libertà (molto più piccola di quello che ci si immagina!), i ponti di manhattan e brooklin (bello, ma il golden gate è un'altra storia) e il distretto finanziario, che è veramente notevole.
Chicca delle chicche: salita all'empire state building. Vale veramente la pena. Il distretto finanziario visto dall'86 piano, di notte, è bellissimo.
L'impressione generale è che NY è come ti aspetti, cosa già di per sè difficile, e anche di più, cioè, ti stupisce ancora più di quanto penseresti. Ci sono tantissime cose da fare e da vedere, e una visita nn può certo bastare. Solo per citare alcune delle cose che non abbiamo visto: museo sugli indiani d'america, chinatown, little italy, ground zero, un musical a Broadway...
Intanto però la vita qua è ricominciata col solito tran tran...lezioni da insegnare, da ricevere, cose da fare, etc. etc. Ieri è cominciato il torneo interno (a 8 su campo sintetico) di calcio. Grande delusione: sconfitta per 4-1, partita da parte nostra inguardabile e vergognosa da parte mia. Uff.
Speriamo che il Recreativo di ROML (romance languages) si riscatti alla prossima, sennò i playoff ce li scordiamo (ma non ho molte speranze...il campo è grande, e secondo me gli studenti si dopano, cazzo ieri correvano come dei dannati!)
Signori,
sono tornato questa mattina da New York. Purtroppo non ho avuto tempo nè prima di partire nè oggi di scrivere due righe: spero di riuscire a farlo domani. Breve anteprima: è una città eccezionale! Vale veramente una visita.
La situazione. Scrivo più per far presente che sono ancora vivo che altro. Non è che abbia molto da raccontare, a parte il fatto che vivacchio, senza fare con troppa passione quello che devo fare (Oddio, i corsi che insegno vanno decisamente bene), e che ho il lavoro fino alle orecchie.
Devo correggere 41 composizioni, 22 quiz, finire di leggere per due classi, finire una presentazione entro domani. Lunedì prossimo ho un esame scritto di teoria sull'acquisizione della lingua seconda, martedì una presentazione su Fenoglio, mercoledì un esame scritto di pratica, sempre sull'acquisizione della bla bla bla. A quel punto se dio v'ole parto per New York e chi s'è visto s'è visto.
Il clima è uno spettacolo. Sono ancora in maniche corte e ogni tanto a casa devo accendere l'aria condizionata; ed è il 9 ottobre, incredibile.
Ieri sera ho fatto il mio esordio al cinema di Chapel Hill per vedere "Across the universe". Valido.
Questo titolo e` quello che riassume meglio l`ultima settimana e questo momento in generale. Partiamo dal fine settimana, non quello finito ieri, ma il precedente: a parte la solita uscita del venerdi`, con elemento alcoolico fortemente presente, l`ho passato interamente a studiare in biblioteca per una presentazione (in realta` non si parla, si legge, quindi una relazione) sulla novella di Alibech del Decamerone. Elemento geniale della prima giornata, il fatto che faccio per sedermi con un libro a un tavolo, e mentre apro il computer (ancora in piedi) l`unico studente (su 6 posti disponibile) presente mi chiede: "Scusa cosa fai?" ...mi guardo intorno per vedere se c`e` qualche cartello per cui non posso usare il portatile, non vedendo niente dico "...beh pensavo di studiare questo libro...no?" Risposta simpaticissima "Non voglio essere cattivo (preferirei tradurre con stronzo, ma sono filologico), ma qua e` pieno di posto..." Allibito, chiudo il computer, e mi allontano riempiendolo di offese, andando a un banchino solitario, cosi` nessuno mi rompe piu`... (Comunque per fortuna non è una cosa comune, anzi, finora è il primo stronzo che mi è capitato da quando sono qua). Nel frattempo, ho scoperto che le ghiandole dietro le orecchie mi erano sospettamente gonfiate, e dopo una vaccinazione per gli orecchioni non e` la cosa piu` simpatica da scoprire. Per sicurezza mi sono fatto controllare all`ospedale, nel giro di mezz`ora mi avevano visitato, fatto le analisi del sangue e datomi il responso delle analisi. Incredibile (certo, con quel che costa in termini di assicurazioni il sistema sanitario americano) Nel frattempo un paio di notti ha deciso di fare freddo tipo inverno (è arrivato a 8°), per cui mi sono dovuto comprare una coperta a 10$, tipo quelle di CiaoCiao (Modello Magnum P.I), e con pigiama estivo e altri ammennicoli non ci sono stati problemi. Poi con l'arrivo dell'inverno si imporrà l'acquisto di una coperta seria. Martedi` ho fatto la famosa relazione, che e` andata abbastanza bene, anche se ci sarebbe altro da dire, che qua mi risparmio. Dopodiche` tutto e` rientrato nella norma, giornate di lavoro, di studio, e poco piu`. Fortunatamente il venerdi` sono riuscito a giocare a calcio, grazie al meteo che ci ha graziato, e la partita del venerdi` e` ormai diventata un`abitudine. La sera del venerdi` fortunatamente non ho dato del mio meglio, dopodiche` siamo entrati nell`ultimo finesettimana, in cui non ho fatto poi molto, studicchiato, pulicchiato, cucinacchiato, etc. Sto iniziando a leggere quello di cui avrò bisogno per le prossime relazioni, ma mentre il libro di Fenoglio mi piace abbastanza, l'altro libro di teoria letteraria non mi fa impazzire. Sabato sono stato a vedere una partita di calcio dell'università, ingresso libero, e regole tutte loro (sostituzioni libere o semilibere, tempo semieffettivo, supplementari con golden goal in caso di pareggio, senza rigori). Non male, gioco a tratti discutibile ma non è la serie A, ed è normale sia così, pubblico caloroso e mascotte onnipresente. Unico coro che ho mai sentito da quando sono qua: "le-t's-go-tar-heels". I tar heels sono in generale gli abitanti del Nord Carolina, che prendono questo nome da una battaglia della guerra civile americana (articolo per approfondire), ma anche le squadre universitarie di calcio, basket, etc. E veniamo a ieri: ho raggiungo Esther e Carmen che stavano studiando a Weaver street market, un supermercato biologico con tavolini fuori, wireless gratuito e prese per la corrente. Spesso ci si può trovare dei concerti. La scoperta del supermercato è stata molto piacevole, vi si trova di tutto, un sacco di cose di qualità, e sebbene non sia economico, è molto meno caro di quanto mi sarei aspettato, quindi penso che una parte della spesa d'ora in avanti la farò lì. Tra l'altro ci ho trovato il parmigiano reggiano a un ottimo prezzo (mi sembra). La cittadina dove abito, Carrboro, è veramente degna di nota, e merita una breve lettura nella wikipedia - Unita a Chapel Hill (sono praticamente attaccate), contano quasi 66000 abitanti.
Altro negozio a un minuto da casa mia, grazie al quale riempio le mie grigie giornate è il thrift store, del quale ho già parlato. E' un negozio che vende oggetti usati, ma spesso praticamente nuovi, a prezzi ridicoli, il ricavato va in beneficenza, credo alle scuole elementari. Ci sto comprando delle cazzate esagerate, che non comprerei mai, ma anche cose utili: Es: Libreria/scrivania (5$), Depuratore d'aria/Ionizzatore (3$), Vaporizzatore per togliere le pieghe ai vestiti (3$), Frullatore (4$), cesta per la frutta (0.50$), Scanner funzionante (2$), Scolapasta (0.50$), tostapane da fornello (0.50$) , grattugia (2$). Questo è quanto, per ora.
Altro che inferno, anche Dante di fronte alla famelicità di questa bocca metallica sarebbe impallidito. Quando l'ho vista per la prima volta, non potevo neanche lontanamente immaginare quello che celava nelle interiora, e pensavo fosse semplicemente un buco del lavandino a standard americano, cioè, più grande! (in realtà non è tutto tutto più grande come dice lo stereotipo, ma diverse cose sì). Ma quando ho sentito il rumore trattoroso che scaturiva dalla feritoia... Cosa cela il buio? Una specie di frullatore dai micidiali ingranaggi, infatti, cotanta bocca è pensata per tritare tutti gli scarti di cucina e non, prodotti durante la fase preparativa del pasto. Uno butta tutto giù per il lavandino e...trita ogni bene e festa finita.
Utilità? A volte lo uso, così evito di intasare tutto o di buttare pezzetto per pezzeto alcuni scarti, in realtà la necessità di averlo non è poi così alta, infatti, con una retina o una cosa del genere si risolverebbe bene, ma non sono qua per giudicare, bensì per mostrare le cose dell'altro mondo, o del mondo nuovo.
Ieri guardavo la mia finestra, e mi è venuto in mente il famoso colle leopardiano, e la siepe per colpa della quale il poeta si trovava la vista coperta. Il mio pensiero a quel punto ha fatto una capriola (non filosofica) e ha capito che per il ladruncolo che vorrebbe entrare a casa mia di siepi ce ne sono poche. Certo, ci sono le veneziane, ma... Il sistema di antifurto delle due finestre, quella che dà sul salotto e quella che dà sulla camera da letto è pur sempre questo: un blocchetto di metallo con due viti che si stringono, oltre a una specie di scatto della finestra a fine corsa.
E allora? E allora ho pensato, visto che di blocchetti ce n'è uno solo, prendiamone almeno un altro, o una barra di legno da frapporre tra finestra scorrevole e fine finestra. Ecco che allora mi metto a cercare su ebay qualche ingegnoso sistema di sicurezza, o in un banale blocchetto come quelli che ho già. Ultimamente compro molto su ebay: si trova tutto, costa molto meno, non avendo la macchina mi evita delle scocciature inimmaginabili (trasporto,andare in negozi lontani altrimenti irraggiungibili, etc.). E nella mia ricerca, guardate in che meraviglia mi imbatto! Penso proprio che userò questo adesivo...
Sono passati 10 giorni da quando ho poggiato nuovamente le mie inutili terga sul suolo a stelle e strisce, "benvenuti nella patria della libertà e delle opportunità", apostrofava la professoressa di inglese il giorno dell'esame, che forse ha anche le sue ragioni, ma che con questo suo prendersi molto sul serio mi ha fatto un pò sorridere (questa chicca me l'ero dimenticata il posto scorso...). Sono passati 10 giorni, mi sembra che ne siano passati...rullo di tamburi...10. Non è una cosa scontata, a volte il tempo sembra passare velocemente, a volte lentamente, stavolta più o meno ci siamo. E nel frattempo io che ho combinato? 2 happy hour (per un totale di 7 birre, 2 gin tonic e 1 rhum e cola), una festa di cross-dressing (mi sono dovuto vestire da donna; non ne avevo nessuna voglia), ho messo su casa, ho iniziato le mie lezioni da studente e da insegnante. Considerazioni sparse. Uno dei due professori di italiano è veramente in gamba, gli argomenti non incontrano molto i miei gusti, però si vede che è uno con le palle. L'altro meno, ma non si può aver tutto. Il terzo corso, che è extra dipartimentale, riguarda l'insegnamento delle lingue straniere: forse avrei potuto evitarlo, ma ci tenevo, e sono contento della scelta, visto che dovrebbe alleggerire l'ingresso in questo mondo ancora abbastanza sconosciuto e aiutarmi anche con l'inglese, visto che non è troppo difficile, ma neanche troppo facile. Come insegnamento, invece, ho due classi intermedie, un 2 e un 3: per ora ora le ho viste troppo poco per trarre giudizi. Una cosa che mi piace, è che in una delle due sto sfruttando di più la presenza dell'aula multimediale (=internet,proiettore,etc.). Purtroppo ho lezione alle 8, ma sto a 15 minuti in bici al campus, quindi posso alzarmi alle 7, che è fattibile e, in compenso, il lunedì, mercoledì e venerdì, finisco alle 12:50; poi ho il pomeriggio per farmi i fatti miei. A proposito della casa...adesso è così... Unico intervento strutturale: uno scaffale metallico che mi fa anche da scrivania (per 5$ a un negozio di usato vicino casa,portato a casa sotto una pioggia di madonne) e una sedia presa legalmente all'università. La vicinanza al campus ha migliorato notevolmente la qualità della vita qua:anche il martedì e il giovedì, quando ho solo i corsi da studente, posso tornare a casa a pranzo, e poi tornarmene al campus per la seconda lezione. Ultima nota,grigia. Odio il fuso orario. Odio stare da solo in casa la sera senza avere impegni seri. Se non sono nella merda inizio a pensare, "cogito ergo mi deprimo". E stasera, nonostante stia bene, abbia amici soldi e gloria, mi manca la patria, con tutti i suoi annessi e connessi del caso (o del cazzo, dipende dai punti di vista).
Avrei voluto scrivere prima, quando le sensazioni erano più fresche, sono costretto a farlo solo adesso, e un pò di fretta, perchè il tempo è sempre poco. Sono stati 4 giorni parecchio intensi e pieni. Giovedì, la partenza. Quando partii a gennaio ero accanto ad un italiano con cui chiaccherai diverso tempo e poi avevo un piccolo schermo davanti a me su cui potevo scegliere il film da vedere, e alla fine ne vidi due. Stavolta ho visto solo un film (con difficoltà perchè si vedeva male) e ho dormito un pò. La volata oceanica sembra veramente un salto nel nulla. Si parte alle 12 circa da Monaco, si arriva negli stati uniti dopo 9 ore, in Italia è passata la giornata, sono le 9 di sera, negli USA le 3, e tutto ancora da giocare, perchè c'è ancora l'ultima tratta in aereo da percorrere. 9 ore in aereo, in cui fuori si vede di continuo la luce, e in cui sostanzialmente si è sospesi dalle coordinate spazio-temporali, è veramente strano. Quando arrivi non sembra neanche che sei partito, e invece sei stato su quel coso tutto il giorno. All'arrivo il mio amico Jake mi è venuto a prendere all'aereoporto e mi ha portato a casa di Carlos, dove mi hanno accolto calorosamente, con Tortilla e birra. Sono andato a letto alle 10 30, le mie 4 30 della mattina. La mattina dopo mi sono alzato alle 6 (uff!), alle 9 mi aspettava il test di inglese, che speravo più facile, ma che per fortuna ho superato. Alla fine avevo il mal di testa, è durato fino alle 12. Poi via a fare le pratiche burocratiche che attestano il tuo rientro in USA per l'università. Sabato è stato un giorno di fuoco. Con l'aiuto di Scott e del suo pick-up, ho trasferito le cose che avevo lasciato qua più le valigie nel nuovo appartamento, che è stata una bella fatica. Ho iniziato a spacchettare lentamente, e poi ho chiesto uno strappo a Jake al centro commerciale per comprare oggetti di prima necessità (detersivo piatti,candeggina,ammoniaca, carta da terga,lenzuola,etc.). Domenica ho lavorato tutto il giorno lavando casa e mettendo le cose a posto. Alle 6 sono andato ad un barbecue in piscina dei graduate students di lingue romanze, qua fa un caldo bestiale, ma veramente, altro che Firenze, e un bagno in piscina si fa sempre volentieri. La sera sono tornato alle 10, e ho continuato a lavorare fino alle 12. Ieri ho dovuto chiamare per l'allaccio della luce (che per fortuna già avevo) e per l'assicurazione contro furti e catastrofi dell'appartamento (obbligatoria).Ho un pò lavorato a casa, e poi ho fatto il primo incontro del dipartimento di italiano. Nel frattempo per fortuna mi hanno anche attivato la rete internet a casa. E stamani si comincia a fare sul serio, alle 11 prima lezione di letteratura contemporanea post seconda guerra mondiale, alle 3 30 di oggi decamerone, ed io devo tornarmene a leggere l'introduzione...
Buon viaggio a Mattia, Paolo, Andrea. Buone vacanze a tutti gli altri, a chi parte e a chi resta. Finalmente mi aspetta un pò di vacanza e mare, la Puglia (e non solo) mi aspetta. Nel frattempo sognare non costa nulla...
Di Giacomo Franciosi
Salvador Allende Gossens (26 luglio 1908 – 11 settembre 1973) Presidente democraticamente eletto del Cile dal 1970 venne destituito in un tragico 11 settembre (data che diverrà un incubo per la democrazia) per opera di un colpo di stato della destra nazionalista sotto l’abile regia degli Stati Uniti.
Nato a Valparaiso, (Cile), Allende fu tra i fondatori del Partito Socialista Cileno nel 1933 per il quale ricoprì cariche come ministro in vari governi e come Presidente del Senato Cileno. Alla sua quarta elezione Presidenziale nel 1970, ottenne il primo posto al voto con UP (Unidad Popolar, una coalizione di socialisti, comunisti, radicali, e cattolici di sinistra), ma non ottenendo il 50% dei voti (prese il 36,3% dei suffragi) la decisione di una sua eventuale ascesa alla presidenza veniva rimandata al parere del Congresso che si trovò a scegliere tra lui e il secondo più votato, Jorge Alessandri. La scelta di Allende accese i riflettori del mondo sul Cile, per la prima volta un marxista può diventare capo di un governo nell'emisfero Ovest grazie a una vittoria elettorale e non a una insurrezione armata.
Da Roma e da Parigi, capitali del marxismo occidentale, arrivano a Santiago del Cile legioni di giornalisti, analisti politici, semplici militanti ansiosi di capire come si reagirà all'inedita formula cilena.
Fra questi giornalisti, inviato del Corriere della Sera c'era Goffredo Parise (1).
E' una vittoria che allarma gli Stati Uniti e gli stati più ricchi della popolazione. Una volta eletto, la CIA ( Central Intelligence Agency, l’agenzia di spionaggio per l'estero degli Stati Uniti d'America.) condusse operazioni di propaganda per incitare l'ex Presidente democristiano del Cile Frei a bloccare la ratifica di Allende come Presidente da parte del Congresso. Secondo la tradizione, il Congresso, controllato dai Cristiano Democratici, si supponeva avrebbe ratificato la sua vittoria; ma, contrariamente a questo principio storico, essi prima forzarono Allende a firmare uno Statuto di Garanzie Costituzionali poi gli consentirono l’insediamento.
La promessa di Allende è di una marcia verso “il socialismo nelle libertà”, il suo programma di riforme è vasto; nazionalizzazione delle banche, inizio della riforma agraria, espropriazione del capitale straniero( in primo luogo statunitense) proprietario delle miniere.
Il gesto che Allende compie è estremamente coraggioso e nessuno prima di lui se ne assunse la responsabilità, nazionalizzare la massima ricchezza del paese, il rame; sino a quel momento sotto controllo di società statunitensi, in particolare dalla Kennecott e dall’Anaconda. ( (2) - un estratto del decreto del 28 settembre 1971, con cui Allende ribassò l'indenizzo alle compagnie americane)
Gesto che gli scatenò contro l’ostilità implacabile e furibonda del grande capitale americano.
Nel corso del 1972-73 l’economia peggiora rapidamente: gli Stati Uniti fanno crollare il prezzo del rame per danneggiare le esportazioni cilene, uno sciopero dei camionisti getta il paese nel caos, alta inflazione, carenza di cibo, eventi che inducono i circoli politici della destra a decidere di intraprendere la via della forza per riportare il Paese verso l'“ordine”.
Nell’agosto del 1973 Augusto Pinochet Ugarte viene nominato capo di stato maggiore dopo le dimissioni di Prats a seguito di contrasti all’interno delle forze armate. Allende dichiara pubblicamente la propria fiducia nei confronti di Pinochet. Intanto, per aumentare il clima di allarme sociale la destra orchestra da settimane azioni violente portate avanti da forze paramilitari, alle quali UP risponde con manifestazioni di piazza.
L’11 settembre 1973 accade quello che ormai era nell’aria.
Le forze armate dichiarano illegittimo il governo Allende e decidono di prendere il potere, il “presidente” rifiuta la proposta di salvacondotto offerta dai militari e si rifugia con i suoi fedelissimi all’interno della Moneda. I golpisti prima presidiano con i carriarmati le strade e circondano il palazzo presidenziale tentando di stanare i rifugiati....
9:10 A.M.
Seguramente ésta será la última oportunidad en que pueda dirigirme a ustedes. La Fuerza Aérea ha bombardeado las torres de Radio Postales y Radio Corporación. Mis palabras no tienen amargura sino decepción Que sean ellas el castigo moral para los que han traicionado el juramento que hicieron: soldados de Chile, comandantes en jefe titulares, el almirante Merino, que se ha autodesignado comandante de la Armada, más el señor Mendoza, general rastrero que sólo ayer manifestara su fidelidad y lealtad al Gobierno, y que también se ha autodenominado Director General de carabineros. Ante estos hechos sólo me cabe decir a los trabajadores: ¡Yo no voy a renunciar! Colocado en un tránsito histórico, pagaré con mi vida la lealtad del pueblo. Y les digo que tengo la certeza de que la semilla que hemos entregado a la conciencia digna de miles y miles de chilenos, no podrá ser segada definitivamente. Tienen la fuerza, podrán avasallarnos, pero no se detienen los procesos sociales ni con el crimen ni con la fuerza. La historia es nuestra y la hacen los pueblos.
Trabajadores de mi Patria: quiero agradecerles la lealtad que siempre tuvieron, la confianza que depositaron en un hombre que sólo fue intérprete de grandes anhelos de justicia, que empeñó su palabra en que respetaría la Constitución y la ley, y así lo hizo. En este momento definitivo, el último en que yo pueda dirigirme a ustedes, quiero que aprovechen la lección: el capital foráneo, el imperialismo, unidos a la reacción, creó el clima para que las Fuerzas Armadas rompieran su tradición, la que les enseñara el general Schneider y reafirmara el comandante Araya, víctimas del mismo sector social que hoy estará en sus casas esperando con mano ajena reconquistar el poder para seguir defendiendo sus granjerías y sus privilegios.
Me dirijo, sobre todo, a la modesta mujer de nuestra tierra, a la campesina que creyó en nosotros, a la abuela que trabajó más, a la madre que supo de nuestra preocupación por los niños. Me dirijo a los profesionales de la Patria, a los profesionales patriotas que siguieron trabajando contra la sedición auspiciada por los colegios profesionales, colegios de clases para defender también las ventajas de una sociedad capitalista de unos pocos.
Me dirijo a la juventud, a aquellos que cantaron y entregaron su alegría y su espíritu de lucha. Me dirijo al hombre de Chile, al obrero, al campesino, al intelectual, a aquellos que serán perseguidos, porque en nuestro país el fascismo ya estuvo hace muchas horas presente; en los atentados terroristas, volando los puentes, cortando las vías férreas, destruyendo lo oleoductos y los gaseoductos, frente al silencio de quienes tenían la obligación de proceder. Estaban comprometidos. La historia los juzgará.
Seguramente Radio Magallanes será acallada y el metal tranquilo de mi voz ya no llegará a ustedes. No importa. La seguirán oyendo. Siempre estaré junto a ustedes. Por lo menos mi recuerdo será el de un hombre digno que fue leal con la Patria.
El pueblo debe defenderse, pero no sacrificarse. El pueblo no debe dejarse arrasar ni acribillar, pero tampoco puede humillarse.
Trabajadores de mi Patria, tengo fe en Chile y su destino. Superarán otros hombres este momento gris y amargo en el que la traición pretende imponerse. Sigan ustedes sabiendo que, mucho más temprano que tarde, de nuevo se abrirán las grandes alamedas por donde pase el hombre libre, para construir una sociedad mejor.
¡Viva Chile! ¡Viva el pueblo! ¡Vivan los trabajadores!
Estas son mis últimas palabras y tengo la certeza de que mi sacrificio no será en vano, tengo la certeza de que, por lo menos, será una lección moral que castigará la felonía, la cobardía y la traición.
Chi non è interessato ai miei prossimi spostamenti può smettere di leggere QUI.
Se stai ancora leggendo hai qualche problema, ma continuiamo. Visto che in molti mi chiedono quando parto, ecco un riassunto dei miei prossimi movimenti:
Dal 2 agosto al 12 agosto -> sarò in Puglia con Marilena
dal 13 agosto al 15 agosto -> sarò a Firenze
Il 16 agosto -> PARTENZA PER GLI STATI UNITI
Sono passati diversi anni da quando ho ricevuto in regalo questo Cd in cui Daniele Sepe rivisita alcune canzoni di Victor Jara e non. Devo ammettere che ci ho messo del tempo a capirlo, ed anzi, all'inizio non mi piaceva proprio, ora invece è uno dei miei album preferiti, per musica, testi, impegno politico, quello di Victor Jara e quello di Sepe, che cercato di dare voce a questo personaggio, barbaramente torturato dal regime di Pinochet.
Te recuerdo Amanda
la calle mojada
corriendo a la fábrica
donde trabajaba Manuel.
La sonrisa ancha
la lluvia en el pelo
no importaba nada
ibas a encontrarte con él
con él, con él, con él
son cinco minutos
la vida es eterna
en cinco minutos
suena la sirena
de vuelta al trabajo
y tu caminando
lo iluminas todo
los cinco minutos
te hacen florecer.
Te recuerdo Amanda
la calle mojada
corriendo a la fabrica
donde trabajaba Manuel.
La sonrisa ancha
la lluvia en el pelo
no importaba nada
ibas a encontrarte con él
con él, con él, con él
que partió a la sierra
que nunca hizo daño
que partió a la sierra
y en cinco minutos
quedó destrozado
suena la sirena
de vuelta al trabajo
muchos no volvieron
tampoco Manuel.
Te recuerdo Amanda
la calle mojada
corriendo a la fábrica
donde trabajaba Manuel.
Questo che segue è il primo post dedicato alla storia di Gramos da un vecchio amico, Morgan Palmas. Morgan cerca di aiutare questo bimbo da una situazione difficile e sfortunata. Vi rimando, oltre che a questo post, al suo blog, dove potete trovare anche l'evolversi della situazione. Ancora non ho pensato a niente, ma mi industrierò anch'io per fare qualcosa nel mio piccolo...
sabato 30 giugno 2007
Aiutiamo tutti assieme il bambino Gramos!
Ho bisogno del vostro aiuto cari blogger! Concedetemi due minuti.
Gramos Gashi è un bimbo kosovaro di 11 anni che nel 1999 è giunto in Italia con un volo militare nella speranza di capire la ragione del suo corpicino malato: gravi problemi renali ed epatici, rarissima malattia metabolica: la tirosinemia.
La cura continua che Gramos deve affrontare comporta una dieta a basso contenuto di proteine, una somministrazione di vitamina D e soluzioni di sali minerali contenenti calcio e fosforo, e un farmaco peculiare prodotto a Parigi dalla ORPHAN che ha un costo elevatissimo.
In un anno solare v’è la necessità di circa 22.000 euro per le cure e soprattutto per non lasciare Gramos con la quasi certezza di una degenerazione cancerosa del fegato, oltre ad un grave danno renale che lo porterebbe al rachitismo.
Gramos ha bisogno del nostro aiuto per vivere sereno, molti si stanno industriando per aiutarlo, facciamo sentire anche la nostra voce. Le donazioni saranno gestite dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
Chi si occupa di questo caso è l’Associazione S.o.S. Infanzia nel Mondo Onlus, Via Stazzo Quadro, 52, 00060, Riano (Roma).
Chi volesse fare una donazione: c/c bancario 3383/85 Banca di Credito Cooperativo di Riano – abi 8787 cab 39350 cin X. Ricordate la causale: PRO GRAMOS.
Se volete maggiori informazioni per la trasparenza o solo per conoscere meglio la storia di Gramos chiamate Miriam (349.1953550) o Antonella (333.9382824) oppure scrivete a: sosinfanzianelmondo@tiscali.it.
Vi chiedo di riservare un piccolo spazio in un vostro post per diffondere la notizia, Gramos ha bisogno del nostro aiuto. Vi ringrazio per la collaborazione.
Questo caso lo abbiamo conosciuto ieri sera alla prima Notte Bianca della Solidarietà, della quale vi parlerò domani.
Pubblicato da Morgan a 13.56
Si chiama keepass, è entrato nel mio Pc la primavera scorsa, proprio nel momento in cui più ne avevo bisogno. Ogni sito vi chiede una password a modo suo, di 7 caratteri, con un simbolo, con un simbolo e un numero, e io tra campus, home banking, e cose varie cominciavo a non capirci più nulla, senza considerare che uno si deve ricordare anche delle username. Keepass è un programma che memorizza tutte le vostre password e usernames, si deve decidere una password di entrata nel programma, più è lunga e complicata e meglio è, dopodichè si entra in una schermata attraverso si può inserire tutte le username e password che si desidera. Risalire alle password è facile, la sicurezza è garantita da: 1)la password iniziale 2) le password vengono comunque nascoste dalle stellette In pratica, non si deve rileggerà la password inserita, ma sarà necessario fare copia e incolla dal programma al sito dove è necessaria la password. La frase da incollare resterà tra gli appunti solo per dieci secondi circa. Lo si scarica qui