martedì, ottobre 28, 2008

Il cielo e' sempre piu' blu?

In questo periodo mi sembra grigio, e non di un grigio improvviso (anche se per come sono io, che generalmente cerco di sorridere e vedere tutto rose e fiori in fondo lo e'), ma di un grigio costante, grigio ieri, grigio oggi, grigio domani. Ovviamente e' una questione di dove si situa il punto di osservazione. So che passera', ma intanto continua il mio stato di scoglionamento (Cfr. Freud). Tristemente, anche se forse fisiologicamente, mi sembra di non aver creato rapporti degni di questo nome su questa terra, di non aver incontrato persone con cui ci si capisce al volo, e forse con cui si ha anche voglia di capirsi, di scoprirsi, di andare oltre. Nessun rapporto si e' veramente acceso, si "vivacchia", senza mai andare oltre, ed a volte non e' simpatico avere la sensazione di essere piu' o meno indifferenti alle persone; anche se con diverse sfumature, ci mancherebbe. Anche col mio coinquilino, seppure le cose vadano bene, sia una persona in gamba, e generalmente abbastanza attenta, a volte mi cascano le braccia. Speravo che il rapporto ingranasse di piu', che si instaurasse piu' complicita', e invece alla fine mi sono trovato piu' a mio agio con altre persone. Forse e' normale che sia cosi', specialmente con la persona con cui si vive insieme tante ore al giorno, forse no. Boh. E poi questa mania di giudicare che hanno tutti io proprio non la sopporto. Giudichiamo tutti, prima o poi, in un modo o nell'altro, giudichiamo e scegliamo, tutti i giorni. Pero' c'e' modo e modo di giudicare, e a volte questo astio verso il prossimo, questo prendere per i fondelli chi e' diverso da noi, o chi in qualche modo e' meno fortunato, o piu' goffo, lo trovo veramente insopportabile.

sabato, ottobre 25, 2008

True change

Da guardare in sequenza...

domenica, ottobre 19, 2008

Ma...

Boh

Ci son quei giorni in cui tutto sembra una merda, anzi, in cui si ha l'assoluta certezza che tutto *è* una merda: oggi, dopo le 5 è diventato un giorno così. Non mi chiedete perchè, tanto non lo so neanche io. Forse sono solo stanco, sono stati 10 giorni in cui l'alcool è scorso a fiumi, culminando con l'ultima notte, con rientro a casa verso le 5 di mattina, o forse mi sono rotto i coglioni di studiare, o forse mi sono rotto le palle di stare qui da solo, senza grande profondità di rapporti. Le cose da fare non mi mancano, anzi, eppure quando capitano queste giornate mi sembra che, in fondo, siano tutte cazzate, e mi sembra di stare di fronte a un grande vuoto. Una cosa è certa: qua il mio tempo è giunto al capolinea. Dal primo semestre, le cose sono andate sempre più deteriorandosi, al venir meno delle stronzate da studente erasmus non sono corriposti rapporti più belli, più profondi, più interessanti. Ho conosciuto e sto conoscendo tante persone, ma è veramente difficile andare oltre quella crosta sottile di cordiale formalità. Nel frattempo chi ha deciso di studiare qua ha messo le radici. O si è messo a studiare sul serio, perchè qua ci vuol rimanere a vivere, o si è trovato un compagno/compagna. Per carità, non c'è niente di male, anzi, penso sia la normalità che sia così, ma non è più com'era prima, o come lo vivevo prima, e questo è un fatto. Non lo so, sento un guazzabuglio non troppo piacevole di pensieri e sensazioni di cui questo post così confusionario mi sembra la miglior copia.

mercoledì, ottobre 08, 2008

un mio piccolo contributo al blog del lello. testimonianza dalla babonia. passeggiata nella terrazza della residenza universitaria. paolo